Rai-premier, gli atti trasferiti a Roma

Il gip di Napoli Giordano ha dichiarato l'incompetenza territoriale. La Procura di Roma riesaminerà la vicenda. <strong><a href="/a.pic1?ID=274426">Sul web falsa telefonata tra Berlusconi e Confalonieri</a></strong>

Napoli - Gli atti del procedimento contro Silvio Berlusconi per la vicenda di segnalazioni di attrice all’ex dg di Rai Fiction, Agostino Saccà, sono stati trasferiti a Roma. Lo ha deciso il gip di Napoli, Luigi Giordano, che ha dichiarato la incompetenza territoriale dell’autorità giudiziaria partenopea. Il giudice ha accolto la richiesta dei legali di Berlusconi, gli avvocati Michele Cerabona e Niccolò Ghedini.

Depositato il provvedimento Il provvedimento è stato depositato stamattina nella cancelleria del giudice per le indagini preliminari. Il gip, sostenendo che la competenza territoriale è del Tribunale di Roma, non si è pertanto pronunciato sulla richiesta avanzata dal pm Vincenzo Piscitelli di inoltrare al Parlamento l’istanza per autorizzare l’utilizzazione delle intercettazioni telefoniche nei confronti di Berlusconi. Gli atti saranno quindi trasmessi alla Procura della Repubblica di Roma che dovrà riesaminare la vicenda giudiziaria. L’autorità giudiziaria della Capitale sarà chiamata anche a pronunciarsi sulla distruzione delle telefonate di carattere privato o comunque ritenute irrilevanti sotto il profilo processuale. Nell’ambito dell’inchiesta, Berlusconi è accusato di corruzione in concorso con Saccà per le segnalazioni di alcune attrici da inserire nei cast di fiction prodotte dalla Rai.

La valutazione del pm La Procura di Roma dovrà valutare la propria competenza in merito agli atti d’inchiesta che sono stati inviati dal gip del tribunale di Napoli. Gli inquirenti della Capitale, non appena riceveranno le carte, saranno impegnati nell’esame delle accuse formulate e poi successivamente, e solo in un secondo momento, trarranno le conclusioni. L’analisi degli atti inizierà non prima della prossima settimana, quando materialmente saranno portati a piazzale Clodio i diversi fascicoli d’indagine. Si potrebbe procedere ad attività istruttoria? "Bisogna attendere. In ogni caso si partirà dalla competenza", si spiega. In una fase successiva, e se l’inchiesta rimarrà a Roma e i pm di Roma arriveranno alle stesse conclusioni a cui era giunto il sostituto procuratore partenopeo Vincenzo Piscitelli, l’autorità giudiziaria capitolina sarà chiamata anche a pronunciarsi sulla distruzione delle telefonate di carattere privato o comunque ritenute irrilevanti sotto il profilo processuale. Nell’ambito dell’inchiesta, Berlusconi è accusato di corruzione in concorso con Saccà per le segnalazioni delle attrici da inserire nei cast di fiction prodotte dalla Rai. Il gip di Napoli, Luigi Giordano, trasmettendo gli atti a Roma, non si è espresso sulla richiesta avanzata dal pm Piscitelli di inoltrare al Parlamento l’istanza per autorizzare l’utilizzazione delle intercettazioni telefoniche nei confronti di Berlusconi.

La soddisfazione di Ghedini Uno dei legali di Silvio Berlusconi, Niccolò Ghedini, ha espresso soddisfazione per la decisione del Gip partenopeo. "Abbiamo presentato prove documentali e testimoniali in base alle quali il giudice ha correttamente trasmesso il processo a Roma - ha commentato - le telefonate si erano svolte a Roma".

Berlusconi: bene, era logico «Bene, bene, era logico, la competenza è lì». Il presidente del Consiglio commenta così il trasferimento da Napoli a Roma degli atti del procedimento a suo carico. «Ah sì? non lo sapevo» risponde ai giornalisti, che lo interpellano sulla vicenda a margine dei G8 di Toyako. «Se poi vediamo quello che era ...» aggiunge il premier, con un commento indiretto ai contenuti del provvedimento. «Va bene - taglia corto - non voglio parlare».