La Rai pronta al verdetto su Saccà l’uomo che ha rilanciato la fiction

da Roma

Dopo cinque mesi trascorsi sulla graticola, nel limbo di un’autosospensione divenuta infinita e indefinita, Agostino Saccà attende ora fiducioso il «verdetto» del cda della Rai. Un pronunciamento che dovrebbe riportare nel recinto della ragionevolezza le accuse scattate contro di lui all’indomani della vicenda delle presunte segnalazioni a favore di alcune attrici da parte di Silvio Berlusconi, con tanto di intercettazioni finite sui giornali.
Le carte dell’indagine dell’internal auditing sono arrivate ormai sul tavolo dei consiglieri e la questione è all’ordine del giorno nella riunione di domani. «C’è bisogno di approfondire - spiega il consigliere Gennaro Malgieri - e per questo dobbiamo sentire cosa dice in proposito il direttore generale. È Claudio Cappon che deve fare una proposta». Una posizione condivisa da Giuliano Urbani che ci tiene a ribadire la sua stima nei confronti di un dirigente che rappresenta «un baluardo per questa azienda, un pilone portante dell’edificio Rai». I dati a favore del dirigente calabrese - già direttore generale di viale Mazzini - sono d’altra parte inoppugnabili. E sono stati ricordati di recente dal diretto interessato. «La fiction sostiene il palinsesto di Rai Uno in ben cinque serate su sette» ricordava Saccà la scorsa settimana. «Dal primo ottobre del 2007 ad oggi nella top ten delle fiction sette sono della Rai e le prime tre sono nostre produzioni. E nei primi quattro mesi del 2008 su 110 serate 65 sono state di fiction». Da qui un’inevitabile conclusione: «Mi aspetto un grazie e delle scuse». Se è difficile attendersi un esercizio di pubblica contrizione, di certo dentro la Rai il clima sta cambiando. Un segnale importante è arrivato dalla presa di posizione di un dirigente simbolo di viale Mazzini come Giovanni Minoli che dalla prima pagina de Il Riformista ha chiesto apertamente la riabilitazione di Saccà e ha invitato tutti a uscire dall’ipocrisia. Una scelta che, nonostante una piccola tempesta di polemiche, il direttore di Rai Educational non rinnega affatto. «Saccà lo puoi criticare, come tutti» dice Minoli al Giornale. «Ma ha fatto della fiction il comparto industriale più significativo ed efficiente dell’azienda. Non c’è ragione di tenerlo per cinque mesi a bagnomaria. Essendo passato attraverso momenti simili non auguro a nessuno un’avventura così. E voglio ricordare che questa posizione non l’ho maturata oggi ma l’ho espressa negli stessi termini in un’intervista a Repubblica il 21 dicembre scorso». A questo punto bisognerà verificare la posizione di Cappon che potrebbe attendere l’udienza dell’inchiesta napoletana nell’ambito della quale la procura ha chiesto il rinvio a giudizio del dirigente per corruzione. I legali dell’ex direttore di Rai Fiction insistono, però, nel chiedere l’archiviazione della procedura disciplinare e il reintegro del loro assistito «per assoluta mancanza di danno all’azienda e assenza di qualsivoglia violazione». Una posizione che il «partito Rai», silenziosamente sembra ormai aver sposato in pieno.