Rai: sciolta la Vigilanza. Villari, nomina revocata

I presidenti delle Camere hanno inviato le lettere di revoca a tutti i parlamentari che compongono la commissione, come da decisione delle giunte per il regolamento di Camera e Senato. Villari convoca una riunione per venerdì. Ma anche per lui è arrivato lo "sfratto". Pronto il ricorso dei radicali

Roma - Villari a fine corsa. L'avviso di sfratto è consegnato. Fini e Schifani revocano il mandato a tutti i commissari della Vigilanza Rai e dunque anche al senatore già espulso dal Pd e disconosciuto dal Pdl che lo ha eletto, ma che resta ancorato alla seggiola da presidente della commissione di Vigilanza Rai. Ai presidenti delle Camere il potere di procedere al "rinnovo integrale" della commissione di Vigilanza Rai è arrivato dalle giunte per il regolamento. Nel parere espresso si legge infatti che "nella straordinaria ed eccezionale situazione" determinatasi con le dimissioni di 37 commissari su 40 e con la decisione dei gruppi parlamentari di non procedere alla loro sostituzione, deve "riconoscersi esclusivamente ai presidenti delle Camere, d’intesa fra loro, il potere di procedere al rinnovo integrale dell’organo, da esercitarsi tempestivamente, attraverso la revoca di tutti i suoi componenti, la nomina dei nuovi membri e la ricostituzione della commissione stessa".

Fini e Schifani: "Avanti" I presidenti di Senato e Camera, Renato Schifani e Gianfranco Fini, preso atto dei pareri delle giunte per il regolamento, procederanno "ai conseguenti adempimenti": lo afferma una nota congiunta dei due presidenti. Questo il testo del comunicato congiunto: "Il presidente del Senato e il presidente della Camera preso atto dell’esito infruttuoso di tutti i tentativi posti in essere per giungere a una soluzione politica della vicenda, hanno sottoposto oggi alle due Giunte per il Regolamento la situazione della commissione che si trova nella evidente impossibilità di svolgere le rilevanti funzioni che l’ordinamento le assegna. Le giunte hanno deliberato due pareri di analogo contenuto, con i quali riconoscono esclusivamente ai presidenti delle Camere, d’intesa fra loro, al fine di garantire le condizioni di funzionamento della commissione di vigilanza, il potere di procedere al rinnovo integrale di tale organo, da esercitare tempestivamente, attraverso la revoca di tutti i suoi componenti, la nomina dei nuovi membri e la ricostituzione della commissione stessa. Ciò stante la accertata, permanente e irreversibile impossibilità della commissione stessa - titolare di competenze essenziali nell’ordinamento e di una funzione di garanzia costituzionalmente fondata e riconosciuta dalla giurisprudenza della Corte costituzionale - di svolgere le proprie funzioni. I presidenti delle Camere procederanno quindi ai conseguenti adempimenti".

Villari: "Ne parliamo quando arriva la decisione "Quando arriva la decisione dei presidenti, ne parliamo". Villari continuava a buttare la palla in tribuna in mattiana. Non commentando il parere delle giunte: "Le giunte non decidono, io aspetto una decisione e poi eventualmente ci sarà una discussione. La giunta è un organismo che i presidenti consultano, è irrituale che io commenti un parere di un giunta" spiega. Poi, dopo la decisione dei presidenti, il senatore ex Pd con una nota ufficiale convoca una riunione della commissione di Vigilanza Rai per le ore 13.30 di venerdì con all’ordine del giorno "comunicazioni del presidente".

Le lettere di revoca Fini e Schifani hanno inviato le lettere di revoca a tutti i componenti della commissione Vigilanza Rai, compresi i tre che finora non si erano dimessi: il presidente Villari, il segretario della commissione Luciano Sardelli dell’Mpa, il radicale Marco Beltrandi. La commissione si intende dunque sciolta. La seconda e la terza carica dello Stato provvederanno a rinnovarla con la nomina di nuovi membri.

Ricorso in arrivo Villari e i radicali sono pronti a ricorrere «in ogni sede» contro la decisione dei presidenti delle Camere di sciogliere la commissione di Vigilanza per costituirne una nuova. Lo annuncia il parlamentare radicale, Marco Beltrandi, dopo un colloquio con lo stesso Villari e spiegando di non aver alcuna intenzione di lasciare le sale di San Macuto, che occupa da sette giorni. "Si aprirà una stagione di ricorsi, in tutte le sedi e in tutte le forme possibili" assicura Beltrandi, certo che anche Villari ricorrerà contro la sua revoca. Quanto alla sua permaneza a San Macuto, Beltrandi tiene duro, nonostante abbia perso, al momento, la nomina di commissario: "Resto qui, che mi vengano a buttar fuori se vogliono". La componente radicale in commissione dovrebbe comunque essere garantita, secondo le assicurazioni del Pd, e sulla poltrona di commissario tornerebbe a sedersi proprio Beltrandi: "Così ha assicurato Soro ieri. Io spero che non cambi idea".