Rai, sospesa Deborah Bergamini 

L'attuale direttore del marketing strategico di viale Mazzani, coinvolta nel caso delle intercettazioni con i vertici di Mediaset, è stata sollevata temporaneamente dal suo incarico: la lettera è già stata consegnata

Roma - La Rai ha temporaneamente sospeso dal suo incarico Debora Bergamini, la dirigente coinvolta nello scandalo delle intercettazioni. La lettera dell’azienda è già stata consegnata alla Bergamini, attualmente direttore del Marketing Strategico. Lo riferisce una fonte di viale Mazzini. Secondo un’altra fonte di viale Mazzini, si tratta di "una dispensa dalla prestazione di lavoro. E’ una misura cautelare e di garanzia, anche per la stessa Bergamini". Dalle intercettazioni sono emerse telefonate tra la Bergamini, ex assistente personale di Silvio Berlusconi, e Niccolò Querci, anche lui ex assistente del leader di Forza Italia e all’epoca dei fatti numero tre delle televisioni Mediaset.

Intercettazioni Secondo numerose intercettazioni - allegate all’inchiesta sul fallimento della "Hdc" e pubblicate da Repubblica - negli anni del governo Berlusconi Rai e Mediaset si sarebbero scambiate informazioni sui palinsesti, concordato le strategie informative nel caso dei grandi eventi di cronaca e orchestrato i resoconti della politica. Bergamini - che nei giorni scorsi ha detto in una nota di non essere sorpresa di quanto sta accadendo - è stata difesa da Berlusconi. Il direttore generale della Rai Claudio Cappon la settimana scorsa aveva promesso che l’azienda sarebbe stata determinata nel caso fossero emerse responsabilità di singoli all’interno dell’azienda.

"Momenti delicati" "Sono momenti complicati". Lo scrive sul suo blog Deborah Bergamini, pochi minuti dopo l’ufficializzazione da parte di viale Mazzini dell’adozione di una misura di sospensione cautelare nei suoi confronti. "Non mi è possibile rispondere a coloro che stanno inondando il mio blog di commenti - scrive la dirigente Rai -. L'unica cosa che posso fare è di continuare a dare spazio a tutti voi per un dibattito pubblico sulla vicenda".