«La Rai sperava di far saltare l'asta»

Fabrizio de Feo

da Roma

Sono tempi duri per coloro che impugnano come un’arma politica l’argomento della finta concorrenza tra Rai e Mediaset e spacciano per vera l’immagine del «duopolio amichevole», infischiandosene di ogni evidenza. La fotografia della realtà è, infatti, completamente diversa. Il livello di conflittualità tra i due colossi radiotelevisivi, dopo lo schiaffo dei diritti televisivi del calcio sottratti dal Biscione agli uomini di Viale Mazzini, ha raggiunto probabilmente il livello più alto di sempre. E la tensione fatica ancora a stemperarsi dopo il duello al calor bianco per le immagini in chiaro del campionato, tant’è che lo stesso Pier Silvio Berlusconi cerca di buttare acqua sul fuoco e ammette che «sì, forse ora di concorrenza ce n’è fin troppa».
In questo contesto ancora disseminato di tensioni, i grandi lavori per la definizione dei prossimi palinsesti continuano senza sosta, con Mediaset che si prepara alla sbornia di calcio e la Rai alla dieta di gol. L’obiettivo di Cologno Monzese è, ovviamente, quello di sfruttare al meglio l’esclusiva, apparecchiando una tavola imbandita e ricca di portate infarcite di pallone. In Rai, invece, si cerca di mettere a punto, con uno sforzo di creatività, una strategia difensiva: in soldoni un pomeriggio domenicale in cui il calcio non sia prerogativa unica della concorrenza.
Quello dei palinsesti, però, non è l’unico terreno in cui si fronteggiano il servizio pubblico e il principale operatore televisivo privato. Sullo sfondo continua, infatti, la «sfida dei retroscena», ovvero il duello d’immagine sulla ricostruzione delle ore concitate che hanno preceduto l’asta. Se da una parte la Rai si vanta di aver tratto in inganno la concorrenza, annunciando alla vigilia un’offerta «vera» poi tramutatasi nei famosi, simbolici cento euro, sull’altro fronte la «Mediaset version» racconta una verità completamente diversa. Per Cologno Monzese la successione degli eventi sarebbe stata la seguente: la Rai, in base a una indagine dell’«intelligence» interna, si sarebbe convinta che il Biscione avrebbe puntato forte sulla Coppa Italia allo scopo di dirottare la trasmissione delle partite sulla piattaforma digitale. In base a questo schema, Mediaset, per il calcio in chiaro, avrebbe presentato un’offerta «formale» inferiore alla base d’asta. Lo stesso avrebbe fatto la Rai, mettendo in busta i famosi cento euro. A quel punto, essendo entrambi i contendenti «sottoasta», la procedura sarebbe stata bloccata e i gol di Sheva, Adriano e Trezeguet sarebbero stati aggiudicati a trattativa privata. Un cambiamento di scenario che avrebbe costretto Adriano Galliani a favorire la Rai per non incorrere nell’accusa di conflitto di interessi e si sarebbe tramutato in un «colpo grosso» per Viale Mazzini, a quel punto in possesso sia delle immagini della serie A che della Coppa Italia. «Peccato per loro che le informazioni in loro possesso fossero sballate» commenta con una punta di perfidia una fonte Mediaset.