La Rai taglia i Tg regionali La protesta della politica

La Rai minaccia di eliminare la terza edizione dei telegiornali regionali, quella della notte. E ad insorgere sono i giornalisti della tivù di Stato, appoggiati dai politici. Ieri al termine degli appuntamenti quotidiani è andato in onda un videomessaggio firmato dal cdr, l’organismo sindacale. E immediate sono arrivate le manifestazioni di solidarietà. «È una decisione che riduce lo spazio di informazione per tutti i territori e le regioni - le parole del governatore Roberto Formigoni - Riduzione tanto più contraddittoria rispetto alla crescita di ruolo delle Regioni, degli enti locali e delle società civili nella vita pubblica». In particolare «un territorio come la Lombardia con la ricchezza del suo tessuto economico, sociale e culturale ha bisogno di vedere moltiplicati gli spazi di informazione». Per il sindaco Giuliano Pisapia si tratta di «una decisione sbagliata e incomprensibile. Ridurre lo spazio di informazione regionale contrasta con l’esigenza sentita da tutti i cittadini di una maggiore attenzione verso i problemi delle comunità locali». Soprattutto pensando «ad appuntamenti, primo fra tutti l’Expo 2015». Il presidente della Provincia Guido Podestà esorta «il consiglio di amministrazione della Rai a non tradurre nei fatti la decisione». Perché «per quanto concerne in particolare il Milanese, i tre milioni di residenti nell’area volano economico del Paese giudicherebbero il taglio distonico rispetto a un canone che resta immutato».