Rai, il Tar contro Padoa-Schioppa: Petroni cacciato ingiustamente

I giudici hanno confermato la sospensiva
delle procedure di esclusione del consigliere della Cdl dal Cda di Viale Mazzini. Sarà annullata l'assemblea generale in programma l'11 giugno prossimo

Roma - Il Tar del Lazio ha confermato la sospensiva chiesta dal consigliere Angelo Maria Petroni contro la sua revoca da parte del Tesoro. I giudici della sezione terza-ter hanno di fatto confermato la sospensiva delle procedure di esclusione di Petroni dal Cda. La conseguenza della decisione di oggi sarà l’annullamento della nuova assemblea generale della Rai in programma per l’11 giugno prossimo con all’ordine del giorno la presa d’atto dell’uscita di Petroni. Nel motivare l’accoglimento della richiesta di sospensiva fatta da Petroni, il collegio presieduto rileva che tutta la vicenda legata alla sostituzione «di un componente del Consiglio di amministrazione della Rai è questione che per la sua complessità deve essere comunque affidata al giudizio di merito».

"Contro di lui ragioni extragiuridiche" Nel motivare l’accoglimento della richiesta di sospensiva fatta da Petroni, assistito dagli avvocati Filippo Satta e Anna Romano, il collegio presieduto da Francesco Corsaro sostiene che tutta la vicenda legata alla sostituzione «di un componente del Consiglio di amministrazione della Rai è questione che per la sua complessità deve essere comunque affidata al giudizio di merito». «Rilevato che nel caso di specie - è detto nel provvedimento - la sostituzione del ricorrente trae origine in ragioni palesemente extragiuridiche, che oltretutto costituiscono un ’continuum’ con quelle di eguale natura asserenti al metodo di scelta dei componenti del Consiglio di amministrazione della Rai, nelle quali il ministro, nella lucida analisi svolta innanzi alla commissione parlamentare, ha individuato la causa delle persistenti disfunzioni dell’organo collegiale, e non in fatti o comportamenti in una qualsiasi misura imputabili al ricorrente».