Rai, il Tar "reintegra" Petroni nel cda

Annullata dalla giustizia amministrativa la revoca del consigliere della Cdl dal consiglio di amministrazione della tv di Stato dell'11 settembre scorso. Smentito Padoa-Schioppa. Petruccioli: &quot;Fatto rilevante&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=221077">Le motivazioni</a></strong>

Roma - È illegittima la revoca di Angelo Maria Petroni da componente del Cda della Rai. Lo ha deciso la III sezione ter del Tribunale amministrativo regionale del Lazio, presieduta da Italo Riggio. Accolte quindi le argomentazioni proposte da Petroni per contestare la sua revoca disposta dal ministero dell’Economia l'11 settembre scorso. Al suo posto era stato nominato il prodiano Fabiano Fabiani. Le motivazioni della sentenza del Tar del Lazio non sono state ancora rese note. Al momento, infatti, è stato ufficializzato soltanto il tenore della decisione, senza la parte che motiva.

Petruccioli: il Tesoro risponda "È un fatto rilevante" così il presidente della Rai Claudio Petruccioli, commenta la notizia. Il presidente è a un convegno sul marketing televisivo nella sede della Luiss e apprende la notizia dal direttore generale Claudio Cappon che lo chiama mentre sta parlando con i giornalisti. "Il mio è un commento non a caldo, ma a caldissimo" dice subito Petruccioli, che spiega che "è un fatto rilevante sicuramente anche per la vita della Rai". Ma non nega il presidente che la decisione del Tar "coinvolge anche altri protagonisti, ovvero chi ha preso le decisioni. E dobbiamo vedere quali saranno le azioni di altri soggetti. Difficile dire qualcosa di più". Il riferimento di Petruccioli è ovviamente anche all’azionista della Rai, il ministero del Tesoro, da cui è partita la decisione di rimuovere Petroni e di nominare al suo posto Fabiano Fabiani.

Il legale: riconosciuta indipendenza Rai "È un atto che garantisce l’indipendenza della Rai": così Filippo Satta, difensore di Angelo Maria Petroni, commenta telefonicamente da Milano la decisione del Tar del Lazio di accogliere il ricorso dell’ex consigliere Rai contro la sua rimozione dal cda di viale Mazzini. Per Satta così "viene riconosciuto il valore di indipendenza dell’azienda".

Le contestazioni Angelo Maria Petroni si era rivolto al Tar del Lazio per contestare una serie di provvedimenti. Tra questi, la determinazione del ministro dell'Economia e delle Finanze con la quale è stata disposta la revoca e la successiva sostituzione dello stesso Petroni nel Cda della Rai, nonché la nota del direttore generale del Dipartimento del Tesoro con la quale, in esecuzione delle istruzioni ricevute dal ministro, è stato ordinato al presidente del cda e del collegio sindacale della Rai di convocare l'Assemblea ordinaria dei soci con all'ordine del giorno, tra l'altro, la revoca dell'amministratore e la nomina di un nuovo componente.

La vicenda Il 29 maggio scorso, con decreto presidenziale, poi confermato dai giudici in composizione collegiale il 7 giugno, il Tar del Lazio aveva bloccato una prima volta la revoca di Petroni, vanificando l'assemblea della Rai fissata prima per il 4 e 5 giugno e poi per il successivo 11 giugno. Il 1 agosto, il Consiglio di Stato accolse però il ricorso del governo contro le procedure di revoca. E alla fine dello stesso mese, il Tar respinse l'istanza con la quale Petroni chiedeva di sospendere l'assemblea Rai del 10 e 11 settembre che ha poi deciso la revoca del suo incarico e la nomina di Fabiano Fabiani a nuovo componente del cda.