Rai, troppi sport (e troppi spot)

Premesso: oggi chiamerà sicuramente l’ufficio stampa per dirci che ce l’abbiamo sempre con la Rai. Però, visto i cento e passa euro che a gennaio escono dalle nostre tasche anche per pagare le note spese dei 254 inviati a Pechino, avremmo comunque un paio di domande da fare. Ad esempio: ieri c’era Italia-Corea di calcio, disciplina che alle Olimpiadi cede il passo a sport più nobili ma che qui da noi - solitamente - interessa a qualcuno. Ma siccome c’erano anche le batterie del nuoto e la finale della scherma la Rai è andata nel panico. Nel senso che RaiDue si è tuffata in vasca, mentre RaiSportPiù si è dedicata alla finale del terzo posto della spada tra uno spagnolo e un ungherese in attesa poi di celebrare - su tutti e due in canali per giunta - il trionfo di Tagliariol. Il pallone? In differita. E allora: non si poteva fare delle finestre (esempio trasmettere il calcio e mettere in evidenza il nuoto quando interessava)? E poi: trasmettere su RaiDue la scherma e sul satellite il calcio o viceversa? Mistero. Così com’è un mistero ciò che è successo in radio: «Mancano due stoccate all’oro - dicevano su RadioUno - ma ora passiamo la linea al Giornale Radio». Pausa, pubblicità, sigla del Gr, prima notizia: «Passiamo la linea a Pechino dov’è in corso un’interessantissima finale della spada». Aspettare era peccato? Attendiamo risposte. Ma per favore lasciate stare la solita scusa dello streaming sul web. Anche perché non siamo riusciti a collegarci.