La Rai vieta i processi-fiction E Michele sale sulle barricate

RomaGiù le mani dalla fiction processuale: Michele Santoro non ci sta, ne va della «libertà di espressione» e della «creatività» della sua trasmissione.
Il conduttore di «Annozero» respinge al mittente la circolare emanata dai vertici Rai per bloccare l’uso del televoto e delle docu-fiction nelle trasmissioni tv che si occupano di attualità e informazione: «Non ci risulta - dichiara - che vi siano leggi, sentenze o regolamenti di qualsivoglia autorità che impediscano di fare cronaca giudiziaria con l’uso di attori». Niente da ridire sui sondaggi col televoto (che lui non fa): «Esistono chiare normative che ne impediscono l’uso», nota Santoro, quindi fa bene la Rai ad abolirli e la conduttrice del «Fatto del giorno», Monica Setta, ad incassare con grazia lo stop, spiegando: «Condivido la decisione del direttore generale Masi di non fare più i televoti nel mio programma. Sono difficili da gestire».
Ma le video-drammatizzazioni della ditta Annozero no, non vanno toccate e tanto meno possono essere sospese «emanando una circolare». Santoro si aspetta dunque una «valutazione approfondita da parte del Cda Rai», davanti al quale è pronto a «fornire tutti gli elementi utili» per spiegare perché il suo programma deve continuare a produrre e trasmettere le sue sceneggiature.
Una novità, la docu-fiction santoriana, partita quasi per caso per dare più impatto emotivo alle vicende coniugali ed extraconiugali di Silvio Berlusconi: memorabile la toccante interpretazione data da Monica Guerritore alle lettere di Veronica Lario sul marito. Ma ben presto il team della trasmissione si è accorto di avere imboccato un filone d’oro per l’audience, nonchè un geniale stratagemma per far parlare ad Annozero anche chi con Santoro&Travaglio non vuol parlare, e da allora è stato un crescendo, finché lo spazio della telenovela è dilagato sempre più, riducendo a contorno il dibattito rissoso in studio. Dopo la moglie, è toccato alla figlia: Marina Berlusconi non avrebbe mai accettato un invito ad Annozero per discutere di Noemi e Patrizia? Per sostituirla si è scelta un’algida Giuliana De Sio, antipatica e cotonata quanto basta per rendere l’idea. L’avvocato David Mills ha mandato a quel paese gli inviati santoriani? A dargli volto e voce è stato scritturato David Brandon, attore americano opportunamente specializzato in genere horror. E poi c’è stato il finto Brunetta, il finto imprenditore campano Vassallo, il finto armatore Diego Attanasio, il finto boss Francesco Di Carlo, il finto pentito Spatuzza, il finto pm Francesco Greco e via sceneggiando.
Ora la Rai sembra intenzionata a dire basta al connubio fiction-cronaca. Santoro si ribella e rivendica l’utilità del suo Actor’s Studio processuale. L’Usigrai gli dà manforte: «Quello che gli attori dicono equivale a un virgolettato in forma televisiva», protesta il segretario del sindacato tv Verna. Il presidente Rai Paolo Garimberti invece spiega che il Cda Rai è «compatto» sul tema e che «le docu-fiction non si potranno più fare». Il centrodestra applaude. Il centrosinistra invece si divide. Si schierano come un sol uomo a fianco di Santoro gli uomini di Di Pietro, denunciando la «Rai militarizzata da Berlusconi» e gli «attacchi dei maggiordomi del premier ad Annozero». Nel Pd, invece, il membro della Vigilanza Merlo approva: «Una decisione che può avere ricadute positive» su una trasmissione «ostentatamente di parte» come Annozero. Rosy Bindi, invece, la pensa come Idv, e paventa «forme inaccettabili di oscuramento o normalizzazione».