Rai, Villari: "Farò ricorso al Tar o alla Consulta"

Fino a ieri
presidente della Commissione di Vigilanza, Villari è pronto
a fare ricorso contro la revoca: "La politica ha davvero esagerato". Quindi punta il dito contro i commissari: "Si preannuncia un capolavoro: dopo le dimissioni le reimmissioni di 39 membri della Commissione su 40"

Roma - Riccardo Villari, fino a ieri presidente della Commissione di Vigilanza Rai, è "intenzionato a fare ricorso" contro la revoca. Dal salotto del Maurizio Costanzo Show, il senatore espulso dal Loft prepara battaglia e minaccia di intentare un ricorso: "Potrebbe interessare il Tar o la Corte costituzionale o entrambe le sedi".

L'azione legale "Se verificherò che esistono le condizioni - ha detto Villari - sono intenzionato a fare ricorso". Il senatore sta, infatti, valutando con i suoi legali dal punto di vista tecnico se è nella posizione di potersi rivalere e, soprattutto, in quale sede farlo: il Tar o la Corte Costituzionale o eventualmente tutti e due. Poi assicura: "La mia volontà è farlo". A Costanzo che gli chiedeva, "da uno a dieci", quali fossero le possibilità effettive di un ricorso, "la mia volontà - ha risposto il senatore - è dieci, la possibilità è otto". "È brutto quando il rispetto delle istituzioni - ha sottolineato Villari - deve fare ricorso alla magistratura, ma almeno i giudici diranno se ho commesso qualche atto che potesse giustificare la revoca". A suo avviso, non merita nessun addebito: "Non a caso - ha detto - nello specifico non mi viene contestato nulla".

I problemi in Vigilanza L’ex presidente della Vigilanza Rai non si spiega neppure perchè sia stato espulso dal Pd. "Non ho fatto nulla per meritare l’espulsione. Io l’ho chiesto, ho domandato il perché, ma nessuno me lo ha spiegato e io me lo continuo a chiedere. Vorrei una risposta, perchè credo di meritare rispetto". Un rispetto che non è stato osservato neppure per l’autonomia dell’organismo di Vigilanza. "Credo sia la prima volta che avviene una cosa del genere", ha detto riferendosi alle dimissioni dei componenti e al conseguente scioglimento della commissione che, ha ricordato Villari, ha lavorato per 5-6 sedute ed è riuscito a fare, unico risultato conseguito, il regolamento elettorale per le consultazioni regionali in Abruzzo. Costanzo ha un po' scherzato sulle ultime vicende che hanno legato la cronaca politica a quella giudiziaria nella città di Napoli. Lei è incensurato? Gli ha chiesto cercando una possibile motivazione per le dimissioni che gli sono state imposte. "Certo - ha replicato Villari - sono una persona perbene e non ho fatto nulla di male. Ho solo cercato di far funzionare la commissione. Non mi è stato contestato nulla nello specifico e non ho avuto neppure una risposta da Fini e Schifani a cui mi ero rivolto. Certi comportamenti -ha commentato- colorano anche le istituzioni".

La polemica coi commissari Per Villari, si preannuncia, comunque, un capolavoro: "Dopo le dimissioni - ha ironizzato - le reimmissioni di 39 membri della Commissione su 40". "È come dire - ha detto Villari - che la Commissione non funzionava per il sottoscritto". L’ex presidente della Vigilanza ha anche rivendicato di "aver lavorato" e "cercato di far funzionare la commissione: è l’unico merito che mi attribuisco". Di Sergio Zavoli, infine, il senatore che dovrebbe andare a sostituirlo alla guida della commissione, ha detto che è un "galantuomo, una personalità di primissimo livello. Non faceva parte della commissione ma è stato rimosso un commissario per liberare un posto e permettergli di farlo entrare".