Rai, Villari resiste I consiglieri lasciano

Il presidente della commissione di Vigilanza apre: "Disponibile alle dimissioni". Ma chiede di "esaminare prima le questioni urgenti".
Decisiva l'ultima minaccia: 39 dei 40 componenti della commissione hanno consegnato le dimissioni

Roma - Resistere, resistere, resistere. Era il suo motto. Davanti a qualunque sollecito Riccardo Villari aveva sempre rifiutato di rimettere l'incarico di presidente della commissione di Vigilinza sulla Rai. Fino a oggi. "Sono disponibile a mettere all’ordine del giorno la discussione sulle mie dimissioni, da tenere quindi nell’unica sede istituzionale propria" scrive il presidente della Riccardo Villari in una nota ai componenti della bicamerale. Ma c'è il trucco. Villari è sempre quello, VinalVillari. La poltrona non la vuole mollare.

Prima le questioni urgenti "Cari Colleghi, per motivi che è inutile ricordare la commissione ha dei notevoli e gravi ritardi nei suoi lavori, in particolare abbiamo degli inderogabili obblighi da adempiere, cosi come confermato dai nostri uffici" scrive Villari. Poi i invita i parlamentari "a partecipare ai lavori della commissione e ad adempiere ai nostri obblighi di legge. Esauriti questi, sono disponibile a mettere all’ordine del giorno la discussione sulle mie dimissioni, da tenere quindi nell’unica sede istituzionale propria". I punti che dovrebbero discutere prima sono elencati dal presidente nella lettera: "Dal 1° Gennaio sono scaduti i termini per redigere e liberare il regolamento elettorale per le elezioni che si svolgeranno in Sardegna. Da otto mesi dobbiamo istituire la sottocommissione per l’accesso e attualmente giacciono oltre 200 domande inevase. Il Cda della Rai è scaduto da 7 mesi". Per il presidente inoltre bisogna "licenziare i regolamenti per consentire lo svolgimento delle funzioni ispettive e di vigilanza proprie della commissione, già incardinati e discussi in precedenti sedute".

I consiglieri lasciano Prima i consiglieri del Pdl, poi quelli del Pd. I componenti della Vigilanza lasciano voltando definitivamente le spalle a Villari. Giorgio Lainati, che della bicamerale è anche vicepresidente, ha fatto sapere che i componenti del Popolo della Libertà della Vigilanza Rai hanno inviato ai presidenti delle Camere una lettera di dimissioni dalla commissione. Lo stesso hanno fatto tutti i commissari del Pd. Il solo parlamentare Pd ancora in carica è dunque il Radicale Marco Beltrandi Rea.

Il Pdl: "Non indicheremo i sostituti" I presidenti dei gruppi parlamentari del Pdl al Senato ed alla Camera, Maurizio Gasparri, Gaetano Quagliariello, Fabrizio Cicchitto e Italo Bocchino hanno dichiarato: "Tutti i membri del Pdl della Commissione parlamentare di vigilanza sui servizi radiotelevisivi hanno rassegnato le loro irrevocabili dimissioni nelle mani dei presidenti di Camera e Senato. Nella nostra funzione di capigruppo non intendiamo procedere ad indicazioni sostitutive, in quanto le dimissioni sono tese a sollecitare una decisione dei vertici del Parlamento che consenta alla Commissione un regolare funzionamento, che allo stato dei fatti risulta impossibile".

Schifani: "Paralisi irreversibile" Il presidente del Senato, Renato Schifani, prende atto delle dimissioni in massa dei componenti della Vigilanza Rai, e osserva come la "paralisi" della commissione sia "oggettiva e irreversibile", assicurando che con il Presidente Fini "troveremo una soluzione". Conversando con i giornalisti in Transatlantico, Schifani spiega: "Abbiamo preso atto delle dimissioni in massa dei componenti della Vigilanza, confermate dalla dichiarazioni dei capigruppo che non intendono sostituire i commissari. Insieme con il presidente Fini seguiamo con attenzione la vicenda. La paralisi della Commissione di Vigilanza sulla Rai è un dato di fatto oggettivo e irreversibile. È compito dei presidenti di Senato e Camera di far funzionare il parlamento: ce lo impone l’ordinamento. E quindi di comune accordo troveremo una soluzione".