Rai, Villari: "Vado avanti, spero che il Pd ci sia"

Il presidente
della commissione di Vigilanza invita il Pd alla riunione di oggi pomeriggio allargata volutamente ai capigruppo: "C'è molto da lavorare". Poi avverte: "Spero in una soluzione condivisa. L'Idv minaccia: "Disertare i lavori". Bonaiuti: "Risolva il Parlamento"

Roma - "Io vado avanti, voglio operare per riportare al centro dell’interesse il lavoro della commissione e spero che oggi alla riunione dell’ufficio di presidenza il Pd ci sia. Ho parlato con il capogruppo Morri e ora aspettiamo...". Così il senatore Riccardo Villari, presidente della commissione di Vigilanza Rai, in uno scambio di battute con i giornalisti nel Transatlantico, in attesa di partecipare ad una iniziativa alla Camera in vista della Giornata pro-Telethon.

Il lavoro in commissione "Io sono un presidente di garanzia, un rappresentante di opposizione e un componente del Partito democratico". Villari ha convocato per oggi pomeriggio l’ufficio di presidenza allargato ai capigruppo ma il Pd ha fatto sapere che non ci sarà, a meno di sorprese dell’ultimo momento e che Villari stesso auspica ci siano. "C’è da lavorare molto: bisogna fissare il regolamento delle trasmissioni politiche per le elezioni in Abruzzo, poi ci sono i programmi dell’accesso, e via dicendo...", aggiunge. L’obiettivo del presidente è quello di avere una commissione che operi nella sua interezza: "Io non sono per il protagonismo personale". Quanto al rinnovo del Cda di viale Mazzini, il senatore Pd auspica "una soluzione condivisa da tutta la commissione".

Idv minaccia: "Disertare" La commissione di Vigilanza Rai "è una commissione delegittimata e per questo invitiamo anche il Pd e l’Udc a disertarne i lavori". E' l’appello che il capogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera, Massimo Donadi lancia ai colleghi dell’opposizione in un’intervista a Polisblog.it. "Data l’impossibilità di garantire il rispetto e l’onestà nei confronti di questo incarico pubblico - spiega - abbiamo deciso di non esser complici della sua compromissione. Avendo preso atto della trama ordita da Silvio Berlusconi abbiamo manifestato la nostra contrarietà attraverso le dimissioni dalla Commissione di Vigilanza sia di Leoluca Orlando che di Francesco Pardi. Pur continuando a denunciare le pessime condizioni in cui versa il sistema dell’informazione italiana, lo sblocco dell’elezione sulla Vigilanza Rai non è più una questione che ci riguardi". Ritornando poi sulla questione del "pizzino" passato da Latorre a Bocchino durante un dibattito tv, il parlamentare dell’Italia dei Valori sottolinea che è "la testimonianza tangibile dell’esistenza di una politica del compromesso mirante solo all’esercizio del potere": "Il fatto che l’Italia dei Valori sia il bersaglio di chi fa questa politica ha un significato ben preciso: siamo il peggior nemico di questa politica e di questa cultura". Tuttavia, precisa, "la nostra alleanza con il PD non ha motivo di essere posta in discussione" in quanto "certi fatti sono scaturiti dalla malafede dei singoli individui, mentre Veltroni ha dimostrato coerenza sia nella difesa della figura di Orlando sia nel richiedere le dimissioni di Villari prima e dopo la candidatura di Sergio Zavoli".

Bonaiuti: "Risolva il Parlamento" Quella della presidenza della VIgilanza Rai "è una vicenda tipicamente parlamentare e la dobbiamo lasciare nell’alveo del Parlamento". Lo dice il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti, ribadendo l’intenzione del governo di rimanere fuori dal caso del senatore Villari. Dura anche la posizione del vicecapogruppo del Pdl alla Camera, Italo Bocchino: "La Vigilanza non deve rischiare lo stallo. Abbiamo invitato Villari a riflettere sulla moral suasion dei Presidenti delle Camere: se ci saranno novità andiamo avanti sull’ipotesi Zavoli, che ci convince, se invece Villari non si dimette il Pd riveda la propria posizione".