Rai, Villari vede Veltroni ma non si dimette

Il senatore del Pd eletto dal centrodestra come presidente della commissione di Vigilanza della Rai dopo il faccia a faccia con Veltroni: "Il segretario mi ha confermato che si è giunti al superamento del nome di Orlando, ora scegliamo insieme un'alternativa. Fino ad allora io resto. Andarmene dal Pd? E' casa mia, non penso proprio". Ma Zanda insiste: "Si deve fare da parte"

Roma - Nicchia e non si fa da parte. Più passa il tempo più il Pd e l'opposizione tutta si infuria con Riccardo Villari, più l'ex Dc resta ancorato con le unghie al suo posto. Se c’è una "soluzione" alla vicenda della commissione di Vigilanza sulla Rai, il presidente eletto prenderà una "decisione conseguente". Lo dice lui stesso, a poche dall’incontro col segretario del Pd, Walter Veltroni. "Credevo di essere stato chiaro e lineare - dice Villari -, ma da certe interpretazioni che leggo sui giornali evidentemente mi sbagliavo. Ho chiesto un incontro a Veltroni e gli dirò che, in presenza di una soluzione condivisa, le mie decisioni saranno conseguenti". Questo significa che, in assenza di quella soluzione, andrà avanti per la sua strada? "Mi dicono che ci sono anche obblighi giuridici - spiega Villari - cercherò di avere contezza di tutto questo prima dell’incontro col segretario". Tra domani e mercoledì, ha ricordato Villari, vedrà anche i presidenti di Camera e Senato. Vilari è stato eletto giovedì scorso con 23 voti, di cui 21 della maggioranza e due dell’opposizione.

Il Pd pensa all'espulsione Il caso Villari continua ad agitare le acque del Pd. In mattinata si è svolta una riunione del coordinamento per decidere la linea nel caso in cui il senatore del Pd non si dimettesse da presidente della commissione di Vigilanza Rai. Walter Veltroni incontrerà Villari alle 14: un faccia a faccia che potrebbe essere decisivo per la soluzione del problema. In ogni caso l’orientamento sembra essere quello dell’espulsione dal partito nel caso in cui Villari decidesse di rimanere al suo posto.

Prima dell'incontro "Ho preso questa decisione e spero di spiegarla al mio partito perché sia condivisa. Io sono la soluzione e non il problema". Così il senatore Villari ribadisce, al suo ingresso nella sede del Pd per incontrare il segretario Veltroni, l’intenzione di non dimettersi dalla presidenza della commissione di Vigilanza Rai.

Dopo l'incontro "C’è stata qualche divergenza ma con il segretario ci siamo parlati con grande franchezza e io ho spiegato che mi dimetterò se al più presto si trova una candidatura condivisa". Così il senatore democratico spiega i termini del faccia a faccia con il leader del Pd. "C’è la volontà - spiega - di lavorare per superare la candidatura di Leoluca Orlando e questa è una condizione per superare l’impasse istituzionale che si è creata". Ma, aggiunge il senatore "finché non si trova l’accordo io ho il dovere istituzionale di restare al mio posto e vado avanti fino al momento in cui sarà garantito il funzionamento della commissione di Vigilanza". Poi a chi gli chiedeva se avrebbe lasciato o meno il partito:"Il Pd è casa mia quindi io non me ne vado".

Zanda: "Si deve dimettere" Villari deve dimettersi. Questa la linea del Pd, ribadita dopo il primo incontro tra i vertici del partito e il neo eletto presidente della Vigilanza Rai. A spiegare i termini dell’incontro è il vice capogruppo del Pd al Senato, Luigi Zanda, presente al faccia a faccia con il segretario Veltroni e il numero due Franceschini. Quanto alle decisioni che il Pd prenderà nei confronti di Villari, Zanda precisa subito: "Valuteremo. Domani si riunisce il direttivo del gruppo al Senato, così come si riuniranno gli organismi di partito". Per Zanda "se Villari vuole contribuire alla soluzione della vicenda, ha un modo diretto: le dimissioni". Del resto così "si era impegnato a fare telefonicamente con Veltroni sin da giovedì pomeriggio e poi con me venerdì mattina. Personalmente ho avuto l’impressione che non gli dispiaccia l’idea di fare il presidente della Vigilanza Rai per qualche settimana. Poi ci sono argomenti e valutazioni, ma - scandisce - la sostanza è chiara".

Rotondi: "Villari resti" "Penso che Villari deve restare al suo posto, ma il veto del Pdl a Orlando è stato un errore". Lo afferma in una nota Gianfranco Rotondi, ministro per l’Attuazione del programma di governo e segretario della Dca.

Bocchino: "Minacce incostituzionali" "Le minacce di espulsione dal Pd che Veltroni fa a Villari violano gravemente la Costituzione sia perché contrastano apertamente con l’assenza di vincolo di mandato del parlamentare prevista dalla carta costituzionale sia perché porterebbero a uno stallo istituzionale che, come dice Pannella, prefigura un vero e proprio attentato a un organo costituzionale". Così Italo Bocchino, vicepresidente dei deputati del Pdl, sul braccio di ferro per la presidenza della commissione di Vigilanza sulla Rai. "Dall’incontro di oggi tra Veltroni e Villari - aggiunge il deputato del Pdl - ci aspettiamo un messaggio distensivo da parte del Veltroni del Lingotto, sopratutto rispettoso della Costituzione e delle prassi istituzionali".