Da Rai3 parte l'assalto alla base Usa di Vicenza

Ospite del programma di Lucia Annunziata <em>In mezz'ora</em>, il leader dei Disobbedienti Luca Casarini ieri ha lanciato la carica in vista della manifestazione antiamericana di sabato: &quot;Tutti a Vicenza, saremo in 50mila&quot;. Esplode la polemica

Milano - Maglioncino scollato, barba sfatta e capello in disordine. Mezz’ora esatta di tribuna tv basta e avanza al leader dei Disobbedienti per chiamare a raccolta i no global del Nord-est alla manifestazione contro la base Usa a Vicenza, sabato prossimo. Come fosse Telekabul, la tribuna è offerta dal servizio pubblico, nello studio di «In Mezz’ora», il programma domenicale di Lucia Annunziata su Raitre. Insieme a lui, in un’insolita doppia intervista per la giornalista ex presidente di garanzia Rai, c’è il capogruppo dell’Ulivo nel consiglio regionale Veneto, Achille Variati, autososospeso dalla Margherita per protesta contro le decisioni dell’esecutivo sull’ampliamento della caserma Nato. Una strana coppia «a cominciare già dalle apparenze», dice la Annunziata, «d’altronde è difficile assomigliare al capo dei Disobbedienti», commenta lei. Lui borbotta un disappunto per quel «capo» e alla conduttrice che lo introduce come protagonista di episodi «poco raccomandabili» risponde citando il subcomandante Marcos: «Siamo nuovi, ma sempre gli stessi. Il nostro modo di far politica resta radicale e ruvido». Poi l’annuncio: «A Vicenza ci saranno almeno 50mila persone. La protesta sarà rumorosa, ma non violenta. Ci saranno cattolici radicali, come padre Zanotelli, e ci saranno i centri sociali di tutta Italia. Sarà un’occasione per tutti coloro che in questi anni hanno lottato contro la guerra». Tutti in corteo «contro il governo Prodi e contro la giunta Hullweck», sotto lo striscione «Resisteremo un minuto più di voi».
Per Casarini la manifestazione di Vicenza segnerà il passaggio dei movimenti alla maturità di una specie di fase 2. «Nel primo periodo erano tutti un po’ imbambolati, ora la gente vuole vedere i fatti». Per questo prevede tempi duri per Rifondazione. «Il Prc rischia sicuramente una crisi su Vicenza - spiega Casarini -. Il fatto che Giordano e altri esponenti della sinistra radicale di governo vengano alla manifestazione è un segno di debolezza. Vengono perché gli tocca. Invece, dovrebbero essere coerenti e non continuare a promettere il cambiamento».
L’ex sindaco vicentino Variati chiarisce comunque che la manifestazione «non è un’iniziativa degli estremisti ma dei moderati» ed esprime l’augurio che Rutelli e Prodi partecipino, «per rendersi conto che la politica deve essere fatta di colloquio e non di imposizioni». Poi riferisce di un colloquio con il leader della Margherita, da cui emergerebbe un ripensamento rispetto alla linea finora seguita dal governo. «Ho parlato con Rutelli 4 o 5 giorni fa - spiega Variati -. Mi ha detto che si rendeva conto che la questione di Vicenza non può essere archiviata e che bisogna trovare una soluzione diversa». Ma l’ufficio stampa del vicepremier lo smentisce nel giro di poche ore: «La scelta è fatta e non si torna indietro».
Lo spazio concesso dalla Rai al leader dei Disobbedienti sulla questione di Vicenza fa infuriare il presidente del Veneto Giancarlo Galan, che si rivolge al direttore generale di Viale Mazzini Claudio Cappon con un duro comunicato sulle agenzie di stampa. «Siamo a uno dei giorni più neri della Rai - dice Galan -. Il capo dei vandali e dei violenti rossi è diventato l’oracolo della marcia su Vicenza. Dov’era Cappon mentre la trasmissione dell’Annunziata è stata occupata dal “pluralismo” antiamericano e antioccidentale?». Anche la Lega Nord, con il senatore Piergiorgio Stiffoni, critica la scelta della giornalista: «Credevamo che la tv pubblica, cui i cittadini pagano il canone, invitasse personaggi della società civile, non di quella incivile. Quando inviterà i black-bloc?».