Il «raid» La ragazza che celebra il 150° dell’Unità in volo

Infiniti sono i modi per celebrare il 150° anniversario dell'Unità d'Italia, la giovane aviatrice genovese France Line Costi ha scelto quello che le è più consono: un giro aereo d'Italia in solitario, pilotando un piccolo aereo dell'Aeroclub genovese.
France Line, nata a Parigi ma genovese a tutti gli effetti, laureata in ingegneria all'Università di Genova, insegna aerotecnica e navigazione aerea all'Istituto Tecnico aeronautico Byron. Brevettata nel 2008, da allora è interamente dedicata alla pratica del volo e anche alla teoria, tenuto conto che è istruttore alla scuola di volo dell'Aeroclub genovese. Da tutto ciò scaturisce l'idea del raid del centocinquantenario. Decollerà dall'aeroporto di C. Colombo sabato 14 maggio ai comandi del piccolo monomotore Piper 28 «Warrior 2», denominato I - KIDA, con motore da 160 HP, 700 kg di peso, velocità di crociera 100 nodi e sarà di ritorno dopo una settimana, sabato 21, al termine di un itinerario di oltre 5000 chilometri ripartito in 12 tappe distribuite in altrettante regioni della Penisola. Nel volgere della settimana tra le nuvole, ripartita su due tappe al giorno, farà scalo a Olbia, Roma Urbe, Salerno, Reggio Calabria, Catania, Lecce, Brindisi, Pescara, Perugia, Venezia, Trento, Aosta, Genova.
Il raid di France Line rinnova il ricordo dei grandi precedenti genovesi in fatto di aviatrici. Anche Carina Negrone non aveva che due anni di anzianità di brevetto (e 24 anni di età) quando conquistò, il 20 giugno 1935, l'ambitissimo e disputatissimo primato mondiale femminile di quota (12.043 metri) mai più superato con aerei a elica. La marchesa Negrone nel volgere di trent'anni di attività di volo, aveva collezionato sette primati mondiali, due dei quali rimasti imbattuti: quello di quota del '35 e quello di distanza per aerei anfibi. Il 19 giugno 1954, decollata da Ghedi, aveva raggiunto Luxor, in alto Egitto, coprendo 2.897 chilometri, ai comandi del genovesissimo anfibio bimotore Piaggio P 136 L. Carina Negrone, una vita per il volo, era istruttore, collaudatore, concorrente in grandi competizioni aeronautiche internazionali ed è stata anche presidente dell'Aeroclub di Genova. È stata la più grande aviatrice italiana, era - e lo è ancora in ambiente aeronautico - una celebrità mondiale, ma le istituzioni cittadine, sensibili verso altri titoli di merito, non hanno ancora ritenuto opportuno dedicarle una via. Non si possono ricordare le aviatrici genovesi senza citare la vivacissima Nini Cassini, pilota da competizione, collaudatrice. Non va dimenticata Marta Fuselli, giovanissima ed entusiasta, rimasta vittima di un incidente di volo.
Ora, dopo molti anni, si presenta ancora alla ribalta il volto sorridente di un'aviatrice genovese e si affaccia in un'occasione che fa storia: il 150° anniversario dell'Unità nazionale, per offrire alla comunità un augurio sotto forma di raid che cucisce con il filo di un volo sportivo le città lungo la Penisola da Nord a Sud e viceversa.