Raid razzista a colpi di falce, arrestato un quindicenne

Sei straniero? E giù botte. Erano passati davanti al muretto della gang «nemica» sconfinando senza permesso. Un affronto che non è andato affatto giù a un gruppo di naziskin di Anzio. E in tre, a bordo di scooter e motorini, prima hanno accerchiato la banda rivale, poi l’hanno costretta alla fuga. Con un falcetto, infine, hanno colpito alla schiena il loro capo, C.D., 18 anni, di Nettuno, colpevole, secondo gli aggressori, di avere tratti somatici orientali. Il giovane, trasportato in ospedale con un polmone perforato, viene operato d’urgenza. Un episodio accaduto i primi di maggio e che ha sconvolto la cittadina portuale. Le indagini per ricostruire la vicenda e individuare il colpevole vanno avanti per giorni con interrogatori e perquisizioni fra i ragazzi del posto. Lunedì i carabinieri di via Marconi arrestano un minore, con una sfilza di precedenti penali. V.M., 15 anni di Anzio, è accusato di tentato omicidio aggravato. Quanto basta al gip Vittoria Correa del Tribunale per i minorenni di Roma per firmare l’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Secondo i militari il primo scontro fra bande avviene alcune sere prima, sempre al centro di Anzio. Tre giovani di Nettuno vengono coperti di insulti e minacce da una gruppetto di teste rasate. Al centro degli sfottò lui, V.M., 18 anni appena compiuti: «Sporco muso giallo, vattene dalla nostra città». Le provocazioni, fortunatamente, non vengono raccolte e la storia sembra finire lì. Il 5 maggio, però, i due gruppi si incrociano nuovamente. Anzi, secondo gli investigatori, ci sarebbe stata una vera e propria imboscata. Di fatto i tre nettunensi vengono fermati dal branco di piccoli razzisti. Bastano pochi secondi per darsele di santa ragione: calci, pugni e schiaffi a destra e a manca. Dopo i primi colpi, però, qualcuno decide di andarci pesante. V.M., appena 15 anni e mezzo, con ferocia inaudita afferra una falce nascosta nel vano sottostante il sellino del suo «cinquantino». Si scatena il panico e in pochi istanti sono tutti in fuga. Il delinquente in erba, però, non ci pensa due volte e colpisce ripetutamente alla schiena C.D. Il ragazzo, ferito gravemente, si accascia al suolo in un lago di sangue. Gli amici telefonano al 118 e al 112. Delle due ferite solo una si rivela subito compromettente. La prognosi è riservata.