Raid Sei palestinesi uccisi, l’Anp accusa Israele

Sei palestinesi uccisi, in due episodi diversi, in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza. È il più alto numero di palestinesi uccisi dai militari israeliani, un anno dopo la guerra contro Hamas nella Striscia. Ed è subito arrivata la condanna dell’Autorità palestinese. I primi tre palestinesi sono stati uccisi in un raid nel cuore della notte nella Casbah di Nablus. È stata ferita la moglie di uno di loro; un quarto palestinese è stato arrestato. Le truppe, su segnalazione dello Shin Bet, hanno isolato tre abitazioni in cui si erano nascosti tre membri delle Brigate dei martiri di Al Aqsa. Un portavoce militare ha detto che i tre sono responsabili dell’uccisione, tre giorni fa, del colono israeliano Meir Avshalom, colpito dal fuoco di armi leggere dentro la sua auto nel nord della Cisgiordania.
Gli uccisi erano tre note figure dell’ala militare del Fatah. L’Autorità palestinese ha reagito all’operazione israeliana con un duro comunicato di condanna, accusando tra l’altro Israele di sabotare deliberatamente gli sforzi della diplomazia internazionale per rilanciare i negoziati di pace, fermi da un anno. Nel secondo incidente altri tre palestinesi sono stati uccisi dopo essersi troppo avvicinati al reticolato di confine con Israele, in zona interdetta, nella Striscia di Gaza. Contro di loro è stato aperto il fuoco da terra e anche dall’aria. Secondo un portavoce militare si erano avvicinati in modo sospetto al confine.