Raid tedesco contro Napolitano. Poi scoppia la pace

Gelo per lunghe ore ieri, tra Italia e Germania. Esce infatti un fondo della Faz (Frankfurter Allgemeine Zeitung) che non solo attacca il presidente della Repubblica Napolitano (nella foto) - «membro fedele dell’ex-Pci al quale ha appartenuto dal 1945 fino alla sua trasformazione nei Ds nel 1991» -, ma anche il compiacimento di parte della stampa della penisola per la «lieta novella della possibile manna in arrivo» dalla Germania per via della sentenza di Cassazione che obbligherebbe i tedeschi al risarcimento per la strage di Civitella. E mica è tutto: la Faz, che ha amalgamato sentenze giudiziarie al discorso commemorativo del capo dello Stato ad El Alamein, ricorda come mentre «sfodera la clava dei crimini nazisti» contro la Repubblica federale, l’Italia dimentica di non esser stata «solo vittima di una guerra in cui gli italiani entrarono con entusiasmo» ma di aver fatto una «resistenza con attentati e azioni che spesso esponevano a dure rappresaglie la popolazione». Freme d’orrore il fronte antifascista, la sinistra va in ebollizione, ma più che altro a colpire è l’attacco al presidente della Repubblica. Tra Roma e Berlino cala il gelo, tra le proteste di Frattini, Schifani e Fini. A quel punto da Berlino giunge l’ordine di scrivere una immediata lettera di scuse al Colle all’ambasciatore a Roma Michael Steiner; il quale non esita a definire l’articolo della Faz «ineffabile, errato e completamente inadeguato nei confronti di Napolitano». La lettera è accolta con «compiacimento» dal Quirinale, così come - più tardi - le parole di un portavoce del governo Merkel che, in un briefing alla stampa, si dissocia dalle frasi del quotidiano respingendo come «irresponsabili» quelle affermazioni che «attribuiscono falsamente alla parte italiana la volontà di portare avanti la guerra con mezzi politici».
E tra Roma e Berlino è di nuovo (per ora) il sereno.