Raid turco contro il Pkk: 30 morti Erdogan agli Usa: decidiamo noi

Ancora combattimenti alla frontiera con il Kurdistam iracheno. Il governo di Ankara ribadisce: &quot;La nostra pazienza è esaurita&quot;. <a href="/a.pic1?ID=215839" target="_blank"><strong>Bruxelles, corteo anti-Pkk</strong></a>: 100 arresti, scontri e caccia a curdi e armeni

Ankara - Nuovo attacco dell’esercito turco contro i militanti separatisti del PKK (Partito dei lavoratori del Kurdistan). Il bilancio è di 30 ribelli uccisi. L’attacco è avvenuto in Turchia, nella zona sud orientale, al confine con l’Iraq. Resta dunbque altissima la tensioone nell'area.
Il premier turco Tayyip Erdogan ha invitato ancora una volta gli Usa ad un azione congiunta per liquidare i campi del Pkk (Partito dei lavoratori del Kurdistan) in Nord Iraq ricordando la "relazione strategica" esistente tra i due paesi, entrambi membri della Nato. "Gli Stati Uniti, come alleato strategico della Turchia, devono muoversi insieme a noi", ha affermato il premier turco riferendosi alla "necessità" di porre fine alle attività dei campi del Pkk in Nord Iraq, che vengono usati dai ribelli curdi come base e rifugio per compiere azioni armate in Turchia.

Erdogan agli Usa: "Decidiamo noi, non voi" Poi ha però aggiunto che è Ankara e non Washington a decidere se lanciare o meno un attacco contro la guerriglia curda in Iraq. Tayyip Erdogan ha reagito piccato ai moniti Usa a non sferrare offensive oltre confine. Gli americani, ha detto il premier, "possono non volere che noi portiamo a termine un’operazione oltre confine, ma siamo noi a decidere se farlo o meno, da alleato strategico della Turchia, gli Stati Uniti devono agire insieme a noi. In Afghanistan siamo intervenuti insieme a loro. Dobbiamo adottare tutti i passi contro il terrorismo, sia a livello nazionale che internazionale". I nazionalisti turchi hanno più volte accusato Erdogan di essere troppo morbido con gli estremisti e di aver ceduto alla richiesta americana di non mandare truppe in Iraq per schiacciare il Pkk.

"Pazienza esaurita..." Anche il presidente Gul ammonisce il Pkk e ribadisce che la Turchia è "totalmente determinata" a intraprendere tutti i passi necessari "per mettere fine alla minaccia proveniente dai campi nordiracheni dei ribelli del Pkk avvertendo anche l’Iraq che "la pazienza della Turchia sta per finire. Noi siamo totalmente determinati a intraprendere tutti i passi necessari per mettere fine a quella minaccia. L’Iraq non dovrebbe essere una fonte di minaccia per i suoi vicini. Benchè noi rispettiamo l’unità e l’integrità territoriale dell’ Iraq, la Turchia sta perdendo la pazienza e non tollererà l’uso del territorio iracheno per gli obbiettivi delle attività terroriste".

Solana: "Fondamentale l'integrità dell'Irak" L’Alto rappresentante per la Politica Estera e di Sicurezza Comune dell’Unione europea, Javier Solana, ha lanciato un nuovo appello alla Turchia affinchè rispetti l’integrità territoriale dell’Iraq, che giudica "fondamentale". "Tutte le parti devono cooperare in modo costruttivo», ha aggiunto l’Alto rappresentante Ue.