Raid Ucciso il leader radicale che predicava gli attacchi suicidi

Tre razzi sparati con micidiale precisione da un cacciabombardiere israeliano contro un appartamento a Jabaliya hanno posto fine ieri alla carriera terrena di Nizam Rayad, uno dei leader politici e militari di prima fila di Hamas nella Striscia di Gaza. L’uccisione di Rayad, che era molto popolare a Gaza e che era uno dei leader più radicali nella lotta contro Israele - aveva anche chiesto la ripresa degli attentati suicidi - è un duro colpo per Hamas e conferma l’implacabile decisione di Israele di liquidare il maggior numero possibile dei quadri politici e militari del movimento islamico nella Striscia. Un quarto d’ora prima del raid, secondo fonti locali e stando alla rete televisiva israeliana Canale 10, Rayad era stato avvertito con una telefonata da Israele che stava per essere bombardato. Ma lui avrebbe preferito restare fino in fondo, con le persone a lui più care. Nel raid aereo, infatti, oltre a Rayad, sono stati uccisi una delle quattro mogli, tre dei suoi figli, cinque vicini di casa e molti altri sono stati feriti.
Sul terreno per tutta la giornata ci sono stati intensi raid aerei su Gaza soprattutto contro palazzi governativi e le abitazioni di esponenti di Hamas, con almeno dodici uccisi secondo stime della sanità palestinese.
A Beersheva, Ashdod, Ashkelon, Sderot e negli altri centri abitati in Israele situati nelle aree minacciate dai razzi le sirene d’allarme sono suonate con frequenza e diverse località sono state colpite. A Ashdod è stato centrato da un razzo uno palazzo di otto piani; non ha causato vittime ma danni ingenti. Hamas ha proclamato per oggi una “giornata della collera“ nei Territori
Fonti mediche di Gaza affermano che in questa settimana oltre 400 palestinesi sono stati uccisi dal fuoco israeliano e duemila circa sono stati feriti. In Israele i morti sono finora quattro e i feriti alcune decine.
Le riserve di generi alimentari, dicono abitanti a Gaza City, si stanno intanto esaurendo e da giorni interi quartieri sono senza acqua e elettricità. Anche ieri una settantina di autocarri di aiuti sono stati autorizzati a entrare a Gaza da Israele.