A Raikkonen 7 anche in diplomazia

nostro inviato a San Paolo
10 e lode a MICHAEL SCHUMACHER e alla FERRARI. Dopo 9 giri era quinto e pazzo di velocità. Forse non avrebbe vinto, di certo sarebbe andato a rompere le scatole ad Alonso e a scortare il compagno Massa alla vittoria. Nonostante la foratura, ci è quasi riuscito, beffando il proprio erede Raikkonen e portandosi a casa il giro record. Ma stavolta sarebbe da irriconoscenti dare un voto alla gara e non a questa grande «era Ferrari»: insieme hanno ottenuto tutto e lui, più di tutti, si è spaccato la schiena per ricostruire l’immagine della Rossa. Dieci e lode e bacio accademico. Un solo appunto: poteva evitare di mandare a quel paese Barrichello durante il sorpasso. E lascia perdere...
10 a MASSA e alla FERRARI. Sabato grande pole, ieri grande vittoria. Vittoria pesante, perché ottenuta davanti al proprio pubblico, al primo anno sulla Rossa, dopo aver trascorso l’intero week end con un macigno sulle spalle: non un attimo di respiro, non un attimo di tranquillità. Sempre a sorridere, a far autografi, a rispondere alle domande. Un incubo fare il pilota brasiliano in Brasile. San Paolo non faceva festa da quel lontano giorno del 1993, quando Ayrton Senna trionfò proprio su questa pista. E adesso il macigno diventa montagna.
10 e lode ad ALONSO e alla RENAULT. Che dire della loro impennata d’orgoglio? A giugno parevano irraggiungibili, a settembre sembravano cotti, ora festeggiano il bis iridato e consecutivo. Fernando ha dimostrato di essere la fotocopia più giovane di kaiser Schumi; Briatore ha dimostrato di essere la fotocopia di se stesso. Per cui apoteosi per entrambi.
5,5 a FISICHELLA e alla RENAULT. Sempre in alto, ma sempre non abbastanza. Era libero di spaccare il mondo, ha fatto una gara dignitosa ma poi si è trovato Schumi dietro... e si è come spaventato. Dritto per margherite. Non bellissimo da vedere.
7 a RAIKKONEN e alla MCLAREN. Come sempre voto alto. Kimi sbaglia poco e regala molto valore aggiunto. E ieri, a fine gara, con Schumi incollato e vorace, ha cercato fino all’ultimo di tenerlo dietro. Ma il tedesco era pazzo di velocità e nostalgia per ciò che lascia, dunque era un missile. E Kimi ha pensato bene di evitare di arrivare a Maranello con scomodi biglietti da visita.
2 a ROSBERG, WEBBER e la WILLIAMS. Fuori entrambi, giro uno l’australiano, giro due con grande botto il figlio d’arte, non è bello per niente.