Raikkonen accelera «Qui in Canada la mia ultima chance»

«Sarebbe un disastro se andasse male». Massa: «Dobbiamo mettere due Ferrari davanti alle McLaren» Dennis: «Soffro per i guai di Kimi»

da Montreal

Le parole mielose di Ron Dennis, patron McLaren, rivelano qualcosa di poetico e inquietante al tempo stesso. Poetico per i romantici delle corse, specie praticamente estinta, e inquietante per gli innamorati della Ferrari, specie in continua crescita. Perché se l’ex meccanico inglese s’improvvisa lord Byron e sceglie il Canada per regalare poesia, vuol dire che si sente talmente forte da esternare solidarietà per il rivale in crisi, o prova a intorpidire le acque per distogliere l’attenzione mediatica dal dopo-Monaco, dal dopo-indagine Fia sui presunti ordini di scuderia pro-Alonso e contro Hamilton (fra l’altro, pare che Dennis sia ancora infuriato con Lewis per aver reso pubblico il suo dissapore). Fatto sta, il boss inglese regala versi non in rima: «Vedo che Kimi ha diversi problemi, vedo che è in difficoltà e questo non può darmi piacere. Al contrario, provoca dolore. Tutti i piloti che hanno corso per me sono amici, e un amico in difficoltà mi fa star male».
Non c’è dubbio: la corsa canadese è cruciale per la rossa, ma soprattutto per il finlandese. Raikkonen, qui sull’Isola di Notredame, è però apparso sereno, nonostante i 15 punti che lo separano da Alonso ed Hamilton, in vetta a quota 38. Un Raikkonen tranquillo e più sorridente del solito. Sarà per via dell’«o la va o la spacca» che ormai lo attende, sarà per la «full immersion» di freschezza vissuta mercoledì con i bambini di una scuola elementare – una gara con le macchinine costruite per lui dai ragazzini –, sarà perché «io non sento mai pressione, a che servirebbe? Penso solo a dare il massimo». Con un distinguo, però: «Se dovessi andare male anche qui, sarebbe un mezzo disastro». Nel senso di stagione e mondiale addio. «Perché qui ho una grande chance di vincere, la macchina è ottima e su questa pista ho trionfato due anni fa... Ripeto: da quando sono in Ferrari non c’è stato mai un pilota prima guida... Massa? Conosce solo meglio la macchina. Io? Ormai mi sento integrato nel team, mentre non sono ancora completamente felice della mia monoposto. Lo ero a Monaco dove quell’errore mi è costato tantissimo. Però posso tornare in lotta per il titolo, lo sento... E poi, i problemi in gara mica li devo avere sempre io, possono incontrarli anche i nostri rivali. Hakkinen mi aveva sconsigliato di lasciare la McLaren per la Ferrari? A giudicare dalla vittoria nella prima gara si sbagliava, tanto più che io ho solo avuto due gare sfortunate». Come dire: Hakkinen si faccia i cavoli suoi.
A suo modo se li fa, e bene, Felipe Massa, assolutamente sereno. Dice: «A Montecarlo le cose non sono andate come avremmo voluto, ma quello è un circuito diverso da tutti. Invece la nostra macchina è davvero molto, molto ben preparata per questa pista». Quindi la domanda sui rapporti di forza in Ferrari, su Kimi che rischia di diventare seconda guida? «No, da inizio mondiale ci sono sempre quattro piloti in lotta per il titolo, Raikkonen ha solo avuto due gare no, e questo può accadere ai due della McLaren. Anche io, se non avessi patito quel guaio in prova a Melbourne, ora, magari, sarei in vetta alla classifica. La verità è che noi della Ferrari dobbiamo piazzare sempre due auto davanti alle McLaren. Conti e gerarchie si faranno più avanti». Piccolo, veloce, saggio.
A margine, due annotazioni che fanno molto tfr e pensione. Arriverà di nuovo l’ex Schumi; ha sputato veleno l’ex Jacques Villeneuve («Hamilton fa manovre pericolose»). I movimenti del primo non fanno più notizia; le parole del secondo sono state bellamente snobbate dai suoi ex colleghi. La F1 guarda avanti.