Raikkonen campione della jella

Nostro inviato a Shanghai
10 a MICHAEL SCHUMACHER
e alla Ferrari. Perfetto lui e perfetta lei. Non hanno sbagliato una sola pagaiata sull’acqua cinese. E il crucco, più si avvicina la pensione e più vien voglia di dirgli, massì, dai che è tutto uno scherzo, che Raikkonen non arriva, che la Ferrari non vuole ringiovanire e ha solo voglia di invecchiare con te.
6 ad ALONSO
e alla Renault. Lui merita 8, il team 4. Fin quando la iella e, soprattutto, un errore madornale del box non l’hanno tolto dal vertice, era il solito Nano: imbattibile e irraggiungibile.
6,5a FISICHELLA
e alla Renault. Ha cercato di portare a termine il compitino progettato per lui. Ha protetto il compagno, poi ha tirato, poi ha rallentato per aiutarlo ad acchiappare, visto il disastro, almeno il secondo posto dietro al tedesco. E soprattutto, non si è lasciato andare alla tentazione di fermare Schumi in altri modi. Un vero professionista.
6,5 a MASSA
e alla Ferrari. Si è sacrificato sull’altare di Schumi e ha perso la sua personalissima battaglia contro la sfiga: Coulthard che lo butta fuori in malo modo ne è la riprova. Felipe era a punti e la Ferrari sarebbe rimasta in testa al mondiale costruttori. Invece...
5 a RAIKKONEN
e alla McLaren. La Ferrari spera che, insieme alle innegabili doti, non porti a Maranello l’altrettanto, innegabile, iella. Senza il motore ko, avrebbe potuto vincere.
3 a KUBICA
e alla Bmw. Che una matricola alla quarta gara in carriera sperimenti per primo le gomme da asciutto sa di incosciente arroganza. Voleva fare lo splendido, ma dopo un balletto scivoloso e imbarazzante è tornato al box con il volante tra le gambe.
2 ai GIORNALISTI CINESI.
Quando Schumacher ha fatto il primo sorpasso, i venti inviati del Dragone hanno applaudito e gioito. Quando la Renault ha avuto i primi problemi hanno concesso il bis. In Cina, libertà di stampa solo davanti al rosso.
5 A BARRICHELLO e alla Honda. Rubens aveva fatto molte cose per benino, a cominciare dal sabato di qualifica. Ma vivere da Barrichello non è semplice: il 3° tempo da condividere in griglia con il compagno Button (1’45’’503) era stato il primo segnale. Il secondo ieri, quando l’inglese l’ha pirlato all’ultimo giro. Mica bello. Per lo stupore, Rubinho finirà con il tamponare il povero Heidfeld. Per la verità, la colpa è anche di Sato, tappo, e doppiato. E poi squalificato.