Raikkonen, l’osservato speciale della torcida Un anno dopo deve restituire un favore

E quindi, e adesso, senza scuse, senza foglie di fico, senza alibi, il campione del mondo uscente dovrà dare l’anima per fare in modo che il compagno di squadra diventi il campione del mondo entrante. Perché Kimi Raikkonen glielo deve e perché lo scorso anno, proprio qui a San Paolo, Felipe Massa alzò il piede in un Gran premio stradominato per cedere la vittoria che valeva il titolo al gelido compagno.
Tra pistoni e cilindri succede come nei bei romanzi, succede che un gran favore non può essere dimenticato e quando arriva il momento di restituirlo il destino sceglie il posto migliore, il palco più visibile. Ovvero, casa Massa, Brasile, in mezzo a centinaia di migliaia di persone che il favore indietro da Raikkonen non lo attendono bensì lo pretendono. A Kimi è chiesto di rendere la vita difficile ai rivali, dimostrando in pista – e senza se e senza ma – che ha fatto il possibile per aiutare il compagno. Gesto che nessun pilota ama fare e gesto che, nel recente passato, solo in due hanno fatto in modo evidente: Gilles Villeneuve nel ’79 con Scheckter e proprio Felipe lo scorso anno.
Insomma, Raikkonen è un pilota all’angolo e, infatti, non pareva l’uomo più felice del mondo subito dopo le qualifiche, accanto a Massa che gli batteva sulla spalla come a ricordargli che conta su di lui. «Ho fatto più o meno ciò che dovevo fare, ora spero in una bella partenza. Preferisco scattare terzo, dal lato pulito, piuttosto che secondo sulla parte sporca». Ecco perché non ha vie d’uscita. Partire terzo e accanto ad Hamilton sulla parte meno pulita non gli offrirà scuse. Dovrà scattare meglio dell’inglese e chiudergli un poco la strada per tenerlo il più lontano possibile. Certo, potrebbe anche partire come un’iradiddio e piazzarsi secondo, ma non sarebbe un favore pari a quello ricevuto da Felipe lo scorso anno.
Ma lui ribadisce: «Dobbiamo cercare di fare primo e secondo e poi Felipe deve avere anche un po’ di fortuna...». Già, proprio quel po’ di fortuna grazie alla quale, in Giappone, Kovalainen – compagno di Hamilton - fece quella partenza un po’ kamikaze che non venne punita e incasinò la Ferrari. È ciò che la torcida paulista si attende da lui. E forse non solo la torcida.
BCLuc