Raikkonen sul prato, Alonso quasi mondiale

(...) E ancora: «Non sono andato sul podio con Alonso e Fisichella (Raikkonen ha concluso dietro il romano, ndr) perché ha vinto la McLaren di Montoya, ma anche perché preferivo star sotto tra la folla, con i miei uomini, con tutta la gente del team, perché questa squadra è molto più italiana che francese», ripete.
Intanto, di là si piange. «Ci siamo impiantati - faranno sapere dalle segrete stanze ferrariste -, peggio di così non poteva andare», aggiungeranno.
«Questione di gomme e solo dal Brasile, forse, potremo andar meglio», chiudono lì questa giornata infernale gli uomini che per tre anni di seguito avevano fatto il bello e cattivo tempo in quel di Monza e per cinque nel mondiale.
Perché Schumi è stato sempre fuori da qualsiasi vera lotta e alla fine è pure andato in testacoda: «Stavo tentando di andare a punti e invece ho pure perso una posizione».
Capirete che di fronte a simile catastrofe, il geometra di Cuneo ben ha fatto a non infierire sul Cavallino rivale di sempre dentro e fuori le piste; e ancor meglio ha fatto ad ancorare ben salde a terra le scarpe d’argento perché «dobbiamo star calmi, perché dobbiamo ancora vincerlo questo mondiale, ma ora siamo molto più vicini rispetto a sabato. Diciamo che per noi la situazione si fa più semplice rispetto a quando siamo arrivati a Monza. E poi sono le McLaren che devono attaccare – continua Briatore -, sono loro che si dimostrano sempre brave al sabato e meno brave la domenica. In F1 non contano solo i muscoli: noi abbiamo adottato una grande strategia, negli ultimi 8 giri avremmo potuto attaccare Montoya, tanto più alla fine, visto che era chiaramente in difficoltà per le gomme; ma se attacchi Juan non sai mai come va a finire, magari quello ti butta fuori... Lo so: con una doppietta, fra una settimana in Belgio saremmo già campioni del mondo piloti (va bene qualsiasi risultato che garantisca allo spagnolo di guadagnare 4 punti su Raikkonen, ndr), però non voglio far calcoli, non si sa mai, mi va bene anche in Brasile dove avremo anche un’auto evoluzione. Dimenticavo: adesso non voglio sentir dire che Raikkonen è stato sfortunato, perché è vero il contrario: è stato fortunatissimo. Quando è finito in testa coda, ancora un metro e dalla sabbia non sarebbe mai uscito».
Con il grande capo Renault concorda, e non poteva essere altrimenti, Fernando Alonso: «Sì, sono stato fortunato perché Kimi ha avuto quei problemi, però poi è andata bene anche a lui, visto che è riuscito a tornare in gara. Domenica a Spa, una pista che adoro e dove vinsi la mia prima corsa di formula 3000, potrei avere sulla racchetta il match point per chiudere il mondiale, però è meglio non illudersi».
«Se noi dovessimo incorrere in noie tecniche come quelle capitate alla McLaren - continua lo spagnolo - difficilmente, visto l’attuale divario da loro, potremmo fare i recuperi riusciti a Raikkonen, e il mondiale si riaprirebbe. Vi faccio un esempio: nonostante il problema avuto al motore e la penalizzazione di dieci posizioni al via, Kimi avrebbe comunque vinto a mani basse il Gp. E senza la foratura sarebbe stato sul podio... Dunque, va bene com’è andata: in estate mi ero proposto di andare a podio nelle ultime sette gare e questo cerco di fare. Il duello con Kimi? Bello, anche se lui, al ventesimo giro, è stato sleale quando mi ha passato tagliando la chicane... Se n’è accorto e mi ha fatto ripassare, per poi superarmi più avanti. Che strano comportamento. Certo che è stato bello salire sul podio senza averlo accanto...».
Ma non eravate amici? Ma non aveva detto che vi stimavate l’un l’altro? «Certo, però non averlo a fianco, stavolta, aveva un significato molto importante». Questione di punti, non di punti di vista.