Raikkonen in testacoda, Hamilton penalizzato, alla fine ride solo Massa

L’inglese punito per aver superato Kimi tagliando scorrettamente una chicane. Il finlandese in testa finisce contro il muro. E Felipe si ritrova primo

Spa-Francorchamps - Chiamiamolo gioco di squadra alla finlandese. Si applica senza tanti giri di parole e senza annunci alla vigilia. Si attua solo in pista, disputando una gara da Guinness e sorpassando come un matto al via. Il gioco di squadra scelto da Kimi Raikkonen per aiutare il compagno è qualcosa di non codificabile: si costruisce sverniciando Felipe e poi correndo sui sali e scendi più pericolosi e viscidi del mondiale per un’ora e mezzo e poi duellando con le critiche che si porta sempre addosso e facendo a sportellate con Hamilton, l’inglese benedetto dal dio dei motori. Il tutto, purtroppo per lui, con un sommo e unico risultato finale: spalmarsi contro il muretto quando mancano due giri alla fine.

Ammettiamolo, trattasi di amara considerazione, ma in questa maniera Kimi ha risolto involontariamente e al tempo stesso un enorme problema al compagno e alla squadra. Perché la sua uscita figlia della pioggia, delle gomme da asciutto, della foga e del nervoso per essere stato beffato scorrettamente da Lewis Hamilton ha aperto scenari inaspettati per lo squadrone maranelliano. Perché Lewis Hamilton non aveva ancora finito di brindare per la vittoria, perché Felipe Massa non aveva ancora smesso di commentare il suo insperato secondo posto dopo il ritiro del compagno, che già le toghe dei motori avevano aperto l’inchiesta per il sorpasso vietato di Lewis su Kimi. «Tagliando la chicane ha tratto vantaggio» avevano infatti tuonato di propria iniziativa, senza che la Ferrari avesse mandato emissari incacchiati nei loro uffici.

Fatto sta, dopo due ore di interrogatori a piloti e tecnici di entrambi i team, ecco arrivare il verdetto. Venticinque secondi di penalità al traguardo ad Hamilton, per cui retrocesso al terzo posto, per cui Felipe e la Ferrari vincitori a quota 74 punti in classifica, due in meno del leader Hamilton, non gli otto sanciti dal primo risultato scritto in pista. «Io volevo solo vincere» dirà Raikkonen prima del verdetto delle toghe, raccontando quegli ultimi giri sotto la pioggia con le gomme da asciutto, quando Hamilton l’ha raggiunto dopo che aveva dominato l’intera corsa. «Perché arrivare secondo non mi interessava proprio». E ancora: «Questa corsa non è finita esattamente come avrei voluto, ma succede... Volete sapere se Hamilton è stato scorretto? Diciamo che ci sono delle regole in base alle quali non puoi prendere vantaggio tagliando la chicane e non restituendo poi la posizione come si deve; e non puoi neppure spostarti qua e là in mezzo alla pista». In effetti il regolamento parla chiaro: l’articolo 30.3 (a) dice che in prova e gara i piloti possono usare solo la pista e devono in ogni momento osservare le norme che regolano il comportamento in un circuito. Se ciò non avviene viene inflitto il drive through (ovvero devono passare a velocità ridotta nella corsia box). La penalità va scontata entro tre giri dal momento in cui viene inflitta, ma se il fatto contestato avviene nel finale di gp, la sanzione diventa di 25’’.

Il capo della rossa in pista, Stefano Domenicali, non commenterà la decisione della giuria. Si limiterà a sottolineare «ho sempre detto che le gare finiscono solo quando viene pubblicata la classifica ufficiale. Convocati dai giudici abbiamo esposto la nostra posizione. Quanto ai piloti, mi dispiace per Kimi, ma questo risultato è molto importante per il nostro campionato. Domenica c’è Monza, visto che ora Massa è molto più vicino a Hamilton, valuteremo come non perdere punti importanti».

Come a dire: il vero gioco di squadra inizierà in Italia.