Raikkonen, trionfo amaro Montoya gli rovina tutto

L’errore del colombiano regala il secondo posto ad Alonso. Il finlandese: «Due punti buttati»

nostro inviato a Istanbul

I due vincitori hanno salutato i rispettivi box, quello McLaren e quello Renault, quindi hanno parcheggiato ordinatamente le monoposto, sono scesi e, fotocopia l’uno dell’altro, hanno alzato le braccia al cielo in segno di vittoria. Perché Kimi Raikkonen ha vinto il secondo Gp di fila, il quinto dell’anno, e perché ha trionfato anche Fernando Alonso, visto il secondo posto gentilmente offertogli da Juan Pablo Montoya. Una vittoria per due, perché Kimi ha rosicchiato solo due lunghezze anziché quattro e perché Alonso ha messo in tasca otto preziosi punti quando temeva di finire molto peggio. «Quando sai di non poter vincere, meglio di così non può andare», gongola sornione Briatore.
Il finlandese fatica a trattenere il disappunto per l’errore di Montoya al penultimo giro. Dice: «Siamo davvero veloci e questo è molto confortante, certo però che due punti persi a fine stagione potrebbero pesare...». Anche Ron Dennis, patron McLaren, non è tenero con il colombiano. Prima fa notare le colpe del due volte doppiato Monteiro capace di tamponare Montoya che era tranquillamente secondo, ma poi si lascia sfuggire: «Il danno subito da Juan nell’incidente e la sua uscita di pista qualche curva dopo hanno impedito la doppietta McLaren». Come a dire: una cosa è il tamponamento in cui, incolpevole, Juan ha perso il vantaggio che aveva, altra cosa è l’erroraccio con Alonso dietro che mai l’avrebbe passato. Il colombiano si difende: «Dopo che Monteiro mi ha tamponato, la vettura sembrava a posto, ma poi sono andato largo... Ora capisco: quando la gara è terminata ho visto che alcune parti aerodinamiche del posteriore erano state rovinate».
Colpevole o non colpevole, la vera verità è che Alonso fa festa grande: «Sono felicissimo, perché se da una parte mi dispiace che la McLaren sia ormai più veloce di noi, dall’altra il mio modo di correre sta pagando: io spingo dall’inizio alla fine anche se so che non posso trionfare perché così li faccio diventare matti e magari sbagliano... È successo al Nurburgring (quando Kimi ruppe all’ultimo giro mentre era primo) ed è ricapitato qui con Juan Pablo. Questa sarà la mia strategia per il resto della stagione».