Raiuno Arriva «Rex» a caccia di ascolti

E ora tocca a Rex. Riuscirà l’infallibile cane poliziotto a salvare il martedì sera di Raiuno? Fulmineamente sbaraccato lo show «Incredibile!» (che, dopo appena una puntata, d'incredibile aveva solo il flop degli ascolti: 12 per cento di share), a difendere in extremis la serata è stata arruolata la nuova serie del cane lupo detective: «Già programmata per gennaio e poi rimandata - spiegano in Rai -, dunque prontissima a scendere in pista». Nonchè a vedersela brutta. Perché stasera, oltre al già previsto «X Factor», a combattere per l’Auditel ci sarà anche «Amici», anticipato al martedì proprio in questa occasione. «Certo: la scommessa è grossa - ammette Patrizia Cardelli di Raiuno -, ma noi crediamo moltissimo in Rex. È perfetto per il target familiare di rete. E la prima serie, andata in onda la scorsa stagione, ottenne un ottimo 22 per cento». Le sorti dell'ammiraglia Rai, dunque, nelle zampe del poliziotto che abbaia; dall'anno scorso affidato a realizzatori interamente italiani. «Scritto, girato e interpretato completamente nel vostro Paese - informa il produttore austriaco Ferdinand Dohma - Rex ha acquistato una brillantezza, una vivacità tali da spingere molte tv di tutto il mondo ad acquistarlo». Proprio l'italianità della serie sarebbe, secondo il protagonista Kaspar Capparoni, il segreto del suo successo. «Io ho seguito Rex in tv per dieci anni. Quando l’hanno offerto a me, ho capito subito che potevo accettare solo cambiandone lo stile. Non bastava mutare lingua o ambientazione, per fare qualcosa di diverso». Il proprietario del cane anticrimine (in realtà interpretato alternativamente da sette diversi cani lupo) «è diventato quindi più ironico, più pasticcione; spesso impelagato in vere gag». I fan della serie pare abbiano gradito: «In Australia, dove c'è il maggior numero di siti internet di appassionati, Capparoni è già un divo», spiega Dohma. E in Austria, dove Rex è nato? «Lì ancora non è andato in onda. E da parte degli austriaci c’è una certa invidia ma anche molta curiosità».