RAIUNO: LA MATTINA OVERDOSE DI TG

Voi a che ora vorreste essere informati su ciò che succede nel mondo? Chiedo scusa per la domanda, ma se avrete la pazienza di andare avanti a leggere non vi sembrerà poi così peregrina. Penso che chiunque vorrebbe essere informato con costanza ma senza inutili eccessi, in modo sensato e ben articolato su tutto l'arco della giornata. Si vorrebbero insomma dei tiggì che oltre a darci l'auspicata completezza dell'informazione la distribuissero oculatamente e in modo diversificato nell'arco delle 24 ore. Non ne abbiamo mai parlato, ma una faccenda davvero curiosa riguarda l'ossessiva concentrazione di edizioni dei tiggì nel corso delle prime ore del mattino. La prima rete del servizio pubblico pare avere una concezione tutta sua, particolarmente apprensiva nei riguardi di noi telespettatori. Pensa che la mattina il telespettatore italiano abbia bisogno di sentirsi ripetere le stesse notizie ogni mezz'ora. Si comincia alle 6,30 con la prima edizione del Tg1. Si prosegue alle 7, con la seconda che tanto diversa da quella precedente non può essere. Si ribadiscono le stesse notizie alle 7,30, nell'edizione a favore dei non udenti. Si rincara la dose alle 8 con gli stessi filmati delle edizioni precedenti (magari presi a prestito da servizi già visti sui tiggì di altri canali Rai). Si rimpasta la minestra alle 9. La si riscalda alle 9,30 nell'edizione flash. Nel frattempo, siccome questi tiggì vanno in onda all'interno di Uno mattina, al telespettatore che si fosse eventualmente distratto viene fornita una rassegna stampa alle 7,10. Si capisce perché gli inglesi chiamino la stampa «press». Perché messa giù così è un pressing, un abbraccio stritolante di notizie, una litania di ripetizioni... Ti aspetteresti, per coerenza, che la stessa cura informativa avvenisse anche nel pomeriggio. Invece, dopo il Tg3 delle 14, c'è un buco di tre ore nell'informazione Rai che ci lascia (non si capisce con quali motivazioni) senza notizie fino al Tg1 delle 17. Poi un'altra ormai conclamata incongruenza: quell'edizione del «tiggì di mezza sera» che pare sopportato da tutti (avete presente il tono con cui gli dà la linea Bruno Vespa?), e poi sostanzialmente «replicato» dal tiggì di mezzanotte. A quando un ripensamento intelligente della gestione degli spazi informativi sui canali Rai, con criteri che consentano una ricchezza di taglio e di articolazione espressiva degli stessi tiggì? Il sospetto è che certi affollamenti informativi siano in relazione a esigenze pubblicitarie, perché ogni tg trasmesso è accompagnato da un certo numero di spot. Ma che la pubblicità ora scandisca gli orari dell'informazione televisiva è davvero troppo.