Rallenta l’economia europea. Per l’Italia Finanziaria a rischio

Frenano Francia e Germania ma la Penisola resta maglia nera. La commissione di Bruxelles: "Da Roma cattive sorprese"

da Roma

Rallenta l’economia europea. E per il governo sarà più complicato rispettare gli impegni per deficit e debito. Il Pil di Eurolandia è cresciuto nel secondo trimestre dello 0,3%, contro uno 0,6% previsto. E le cause della frenata vanno da ricercare soprattutto nell’andamento dell’economia francese e tedesca, cresciute entrambe dello 0,3%; e tale da ridurre per Parigi il trend atteso all’1,3% (contro l’1,6% delle previsioni) e per Berlino al 2,5% (a fronte di una previsione originaria del 2,8%).
In questo quadro, l’Italia - rivelano fonti della commissione - ha riservato «cattive sorprese». Nel secondo trimestre dell’anno, infatti, come già comunicato dall’Istat, la crescita interna è stata dello 0,1%; tale da portare la stima del Pil di quest’anno dal 2% del governo all’1,8%. Rispetto alla media europea, e al rallentamento complessivo delle economie di Eurolandia, la dinamica del Pil italiano è il fanalino di coda della graduatoria; guidata dalla Spagna che nel secondo trimestre dell’anno ha registrato un tasso di sviluppo dello 0,8%.
Al di là della frenata, un portavoce della Commissione di Bruxelles osserva che l’andamento della crescita, seppure «inferiore» alle aspettative, si è mantenuto su livelli «molto alti» e quindi continua a essere «positiva».
E anche questo giudizio rischia di condizionare ulteriormente l’elaborazione della prossima legge di bilancio. Per il momento, il ministro dell’Economia è in ferie: ha dato a tutti i collaboratori appuntamento per il 27 agosto prossimo. Da quel momento, avrà un mese di tempo per presentare la Finanziaria in Parlamento.
E con essa è assai probabile - come richiesto dalla risoluzione di maggioranza con cui la Camera ha approvato il Dpef - anche la nota di variazione al Dpef. Il quadro macroeconomico che faceva da sfondo al Documento di programmazione economica e finanziaria è cambiato. E non solo per il rallentamento ufficializzato dalla Commissione europea per i Paesi da Eurolandia. È assai probabile che la crisi del mercato del credito avrà ripercussioni sul Pil europeo del prossimo anno. Lo conferma un portavoce della Commissione. La crisi dei mercati finanziari farà sentire i suoi effetti nel 2008 - dice - piuttosto che su quest’anno.
Secondo il Dpef, la crescita interna del prossimo anno si sarebbe dovuta assestare all’1,9%. Ma - come precisa il Dpef - l’obiettivo si dovrebbe realizzare solo in un quadro di crescita sostenuta a livello continentale; e sempre che il prezzo del petrolio abbia una media di prezzo pari a 65 dollari il barile.
Al momento, l’Istat stima che - nonostante il rallentamento del secondo trimestre - il Pil italiano di quest’anno dovrebbe comunque toccare l’1,8%. Al momento, comunque, è stata acquisita una crescita del Pil dell’1,5%.
In base alla dinamica del Pil programmato (il 2% per quest’anno), il governo aveva previsto per il 2007 un deficit al 2,5% (dopo aver speso mezzo punto di Pil con il decreto sul tesoretto), mentre nel 2008 il deficit dovrebbe essere al 2,2%, con una crescita del Pil all’1,9%.
Vista la situazione dell’economia continentale, difficilmente gli obbiettivi continentali potranno essere rispettati (complice anche la crisi finanziaria). Ne consegue che il ministro dell’Economia, per rispettare gli obbiettivi di deficit, dovrà aumentare la manovra. Finora ha detto che non servono interventi correttivi, e che i 21 miliardi di maggiori spese individuati dal Dpef dovranno essere recuperati con tagli alla spesa. Il quadro macroeconomico modificato a livello continentale lo costringerà però a rivedere le sue previsioni.
Non è finita. La circostanza che il portavoce della Commissione dica che il quadro resta positivo impedirà al governo di potersi appellare al patto di stabilità nella parte che indica la possibilità di un peggioramento del deficit in caso di cattiva congiuntura. La congiuntura resta positiva; quindi la clausola del patto non potrà essere applicata. E a Tps non resterà che alzare la manovra.