Ralph Fiennes, giardiniere a rischio

Tanto cinema ricorda che il giornalista è più attendibile quando è «contro» che quando è «per». The Constant Gardener di Fernando Meirelles - tratto dal romanzo di John Le Carré Il giardiniere tenace (Mondadori), rappresenta invece una categoria solo «per»: i diplomatici.
Le Carré non vale Graham Greene, ma ha un orientamento analogo: inglese, detesta gli imperi succeduti a quello britannico, inclusi quelli formalmente solo economici. Nel Giardiniere tenace prende di mira l’industria farmaceutica, che tanto finanzia la stampa da passare per industria salva-vite. Ma ne miete anche, perché i farmaci vengono sperimentati sui poveri dei Paesi ricchi o in massa nei Paesi poveri, dove seppellire i morti per la scienza o per altra causa è meno rischioso.
Partendo dal romanzo di Le Carré, il film di Meirelles - presentato fuori concorso alla Mostra di Venezia - fa un esempio: il Kenya, dove, complice la Gran Bretagna, si sperimenta un farmaco con conseguenze peggiori del previsto. Morale: la prossima volta faremo meglio.
Ci vogliono dei fanatici per opporsi a questa logica, che è solo uno dei passi - non il primo - verso il ritorno alla schiavitù. E fanatico, anche troppo, è il personaggio di Rachel Weisz, studentessa che, con la sua generosa follia, ha conquistato il diplomatico britannico interpretato da Ralph Fiennes. In Kenya lui si rilassa col giardinaggio, lei con la filantropia. Attività pericolosa, talora...
Fiennes ha il fisico e il senso dell’umorismo per essere credibile; Meirelles, brasiliano, ha l’esperienza personale di un Paese infestato da epidemie. Insieme riescono a tenere in sella il film, almeno fino a dieci minuti dalla fine, quando la vicenda s’avvita per cercare un’uscita di scena eroica per il diplomatico, sconfitto in partenza. Ma, nell’insieme, The Constant Gardener è un buon film di spionaggio, come lo si intendeva prima della deformazione cinematografica del James Bond letterario.

THE CONSTANT GARDENER di Fernando Meirelles (Gran Bretagna, 2005) con Ralph Fiennes, Rachel Weisz. 127 minuti