Ramón José Martí Soriano

Ancora un prete ucciso dagli anarco-comunisti nel 1936 in Spagna. Ramón José Martí Soriano aveva trentaquattro anni quando lo ammazzarono. Era nato nel 1902 a Burjasot, nell'arcidiocesi di Valencia. La sua fu una vocazione scoperta fin da sempre, con tutti gli studi compiuti in seminario e l'ordinazione sacerdotale nel 1926. Fu nominato parroco di Vallada, luogo in cui i poveri abbondavano e anche le operaie delle fabbriche di cesti. Per loro fondò un sindacato che dedicò alla «Virgen de los Desamparados», la Madonna dei Derelitti. Erano tempi di capitalismo selvaggio, e non pochi padroni sfruttavano l'ignoranza delle lavoranti. Approfittando delle loro necessità e disorganizzazione, imponevano a ogni piè sospinto straordinari non retribuiti. Don Soriano, avvalendosi dell'aiuto e di una sala messa a disposizione dalle locali Suore Trinitarie, mise in piedi corsi di alfabetizzazione per quelle lavoratrici, che avevano a disposizione anche l'assistenza legale gratuita del sindacato cattolico femminile da poco fondato a Valencia. Insomma, don Ramón José Martí Soriano aveva due torti agli occhi dei marxisti: innanzitutto era un prete, poi si permetteva di sostituirsi a loro nella tutela degli operai. Ora, quella del Soriano era una tutela effettiva, mentre l'opera dei marxisti consisteva non nel servire ma nel servirsi degli operai per fare la rivoluzione. Dunque, il prete era solo un «paternalista», laddove loro erano gli unti del sol dell'avvenire. Per questo lo ammazzarono, quel prete, fuori città, lungo la strada che portava in località Godella a Bétera.