È il rame il nuovo business degli immigrati

Lo hanno definito il nuovo oro dei ladri. In realtà, il rame, ne è solo un parente povero. Eppure i ladri, quasi tutti romeni, non disdegnano, tanto da aver creato nell’ultimo anno un vero e proprio traffico di questo materiale. Oltre 14,200 i chilogrammi sequestrati dai carabinieri, dall’inizio del 2006, e un bilancio di 114 persone bloccate e arrestate; contando anche l’ultimo blitz alla Garbatella che risale a sabato. Per tutti l’accusa è ricettazione e furto di rame.
Costa anche più di tre euro al chilo e serve per costruzioni edili. Ecco perché il rame negli ultimi mesi è diventato il bottino più ambito dai ladri romeni. Si muovono tutti allo stesso modo. Rubano i cavi dai depositi di materiali edili, dalle linee ferroviarie, dai pali dell’energia elettrica o dei semafori e poi li rivendono sul mercato illegale, in particolare quello cinese, dove arriva anche via nave.
Quello della scorsa notte, che ha portato all’arresto di 12 romeni, è solo l’ultimo caso di una lunga serie di furti nella capitale e nel Lazio. Il 18 febbraio i ladri di rame hanno addirittura provocato il blocco della linea ferroviaria Roma-Napoli, tra le stazioni di Torricola e Pomezia, quando rubarono trecce di rame lungo i binari. Causando oltre al danno anche pesanti disagi per i viaggiatori. A marzo l’VIII gruppo della polizia municipale di Roma ha sequestrato ben seimila chilogrammi di cavi di rame in un campo nomadi. Dopo qualche giorno i carabinieri hanno arrestato sette romeni che tentavano di allontanarsi da un deposito edile dal quale avevano rubato centinaia di chili di rame.
E ancora, a giugno i carabinieri di Roma hanno fermato sette romeni e la polizia ferroviaria di Napoli ha scoperto un traffico di rame via mare, anche dal Lazio, che smerciava materiale rubato dalla nuova linea ad alta velocità Roma-Napoli. L'operazione chiamata Cuprum aveva portato a cinque arresti, 17 denunce e al sequestro di 175mila tonnellate per un valore di oltre un milione di euro.
Questo mese ci sono stati tre furti di ingenti quantità di materiale. Il 7 agosto sei romeni clandestini sono stati sorpresi a rubare rame nel quartiere romano di Settecamini. Nella stessa zona il 16 i carabinieri della compagnia di Tivoli hanno sventato il furto di una tonnellata di rame, con l’arresto di altri tre romeni. Tra le società maggiormente colpite ci sono l’Acea e la Trambus. «Ad oggi ci sono stati trafugati 40 chilometri di filo - dicono all’Acea -. Servivano per l’illuminazione pubblica di Roma e spesso le strade sono al buio perché è stato rubato il rame. A poco servono i sistemi di allarme installati negli impianti».
La preoccupazione di Trambus è rivolta soprattutto alle bobine sotterranee, grandi quanto una cabina telefonica e interamente coperte di rame: «Abbiamo intensificato i meccanismi di controllo e aumentato il personale di vigilanza».