Rampelli: «È necessario ritrovare tutti insieme lo spirito vincente del ’93»

All’interno di An il deputato Fabio Rampelli è il leader di un «gruppo umano» tra i più radicati sul territorio romano, capace di esprimere 8mila iscritti, 120 circoli, 30 consiglieri municipali, due consiglieri comunali (tra cui il capogruppo Marco Marsilio), oltre a un consigliere provinciale (Francesco Petrocchi) e uno regionale, il neopresidente dei circoli della provincia, Francesco Lollobrigida. Per mesi candidato “in pectore” alla presidenza della Federazione - sostenuto da uno schieramento trasversale che comprendeva anche l’attuale “dissidente”, il senatore Andrea Augello - Rampelli ha fatto un passo indietro quando Gianni Alemanno ne ha fatto uno avanti, con la benedizione di Gianfranco Fini. «Non per imposizione di qualcuno ma perché sono convinto - spiega - che sia la scelta migliore per il partito».
Cosa rappresenta per An la candidatura Alemanno per la poltrona di via Po?
«Alemanno ha costruito il suo ruolo partendo dalla militanza giovanile. È un nostro dirigente nazionale, è stato un ottimo ministro. Mesi fa ha dimostrato il suo impegno sfidando il sindaco Veltroni per il Campidoglio. Gli altri partiti del centrodestra avrebbero gioito se avessero avuto la possibilità di poter disporre di una figura di questo calibro per guidare i quadri locali. Ritengo quindi che si tratti dell’arma più efficace che possiamo mettere in campo per il rilancio della Federazione e della stessa Cdl».
Quale sarà l’eredità di questo congresso?
«Un’autocritica seria rispetto agli ultimi cinque anni e alle sconfitte elettorali subite, indispensabile per ripartire. Un ritorno allo spirito del ’93 e uno sforzo per cambiare i “codici della politica”, elaborando una linea che coniughi la determinazione e il rigore di una destra popolare con la sua capacità di modernizzarsi e di penetrare nel tessuto sociale».
Qualcuno ha parlato di irregolarità nel tesseramento e di un’assise dalle modalità poco democratiche.
«Un grande partito di massa come An, con circa 40mila iscritti solo a Roma, ha delle difficoltà quasi strutturali nel gestire il rapporto con gli iscritti. Cinque anni fa, prima dell’ultimo congresso, eravamo quasi in un “porto delle nebbie” da questo punto di vista. Allora io ero all’opposizione interna ma non mi sono mai sognato di accusare i vertici di brogli, come sta avvenendo ora».
Il grande obiettivo è sempre il Campidoglio nel 2011. Ci sarà ancora un candidato di An?
«L’obiettivo è quello di dare finalmente a Roma un sindaco di centrodestra. Per farlo, tutta la coalizione e non solo un partito, dovrà presentare delle figure all’altezza, in grado di saper governare».