La storia dell'arte di nutrirsi in una antologia di poesie dall'Inno al Nilo a Neruda

L'Expo che racconta il rapporto dell'uomo con il cibo, palcoscenico e ispirazione di un originale volume nato da un'idea di Davide Rampello, curatore artistico del Padiglione Zero, pubblicato da Crocetti Editore

Expo Milano 2015, con il grande tema del cibo e della sua storia, legata a quella dell'uomo, ispira anche lavori editoriali particolari e di grande interesse come è il caso de Le opere dell’uomo, i frutti della terra nata dall'idea del professor Davide Rampello - curatore del Padiglione Zero - di realizzare un’antologia di poesie sulle arti con cui l’uomo si è procurato il suo nutrimento nel corso dei secoli: la caccia, la pesca, l’agricoltura e l’allevamento.

La realizzazione di questa originalissima antologia è stata affidata a Nicola Crocetti, la cui omonima casa editrice è specializzata in poesia e pubblica il mensile “Poesia” la più longeva e diffusa rivista del suo genere, venduta in edicola. Il volume, sponsorizzato da Montblanc, è stato stampato dal “principe degli stampatori” Giorgio Lucini, dal cui laboratorio milanese sono usciti alcuni dei volumi tipograficamente più pregiati degli ultimi 90 anni in Italia.

L’antologia si propone di mostrare ai visitatori che affollano Milano e le altre città d’arte italiane, il patrimonio poetico relativo al tema dell’alimentazione nel corso dei secoli: a partire dal bellissimo Inno al Nilo, risalente a 2.000 anni avanti Cristo, ai canti veda in sanscrito (1.500-800 a.C.); dai brani da Le opere e i giorni di Esiodo al patrimonio della grande poesia latina (Le Georgiche di Virgilio, l’Halieuticon di Ovidio fino ad Ausonio); dalla poesia cinese, araba e giapponese dei secoli V, VI, VII e VIII d.C. fino alla grande poesia moderna e contemporanea dei Paesi occidentali: il Baldus in latino maccheronico di Teofilo Folengo, testi dei poeti tedeschi Albrecht Von Haller, Christian Schubart e Georg Trakl, degli inglesi William Wordsworth, John Clare, W.B. Yeats, Ted Hughes e del Premio Nobel Seamus Heaney, del francese Francis Ponge, dei russi Puskin ed Esenin, del libanese Kahlil Gibran, dell’armeno Daniel Varujian, del giapponese MiyazawaKenji, del poeta irlandese coltivatore di patate Patrick Kavanagh, del padre della poesia americana, Walt Whitman.

E ancora, l’antologia presenta per la prima volta un canto tradizionale africano dedicato alla raccolta del sorgo e canti brasiliani sui seminatori e i raccoglitori del caffè, le famose Odi alla Cipolla e al Pane del Premio Nobel cileno Pablo Neruda, due testi inediti in Italia del poeta presidente del Senegal Léopold Sédar Senghor; senza dimenticare i nostri Pascoli e D’Annunzio.
L’antologia è impreziosita da una serie di riproduzioni di antichi graffiti provenienti dai maggiori siti archeologici di tutto il mondo.