Rampello sarà il commissario del padiglione Italia all’Expo

Davide Rampello sarà il commissario del padiglione Italia per l’Expo del 2015. Non solo, perché per lui potrebbero essere pronti incarichi anche per le altre strutture istituzionali da realizzare per l’esposizione universale del 2015. Finisce così per la Triennale l’era Rampello, otto anni di presidenza che hanno trasformato e rilanciato un’istituzione che aveva conosciuto tempi di declino. Un’inversione di marcia voluta dal sindaco Gabriele Albertini che nel 2003 aveva nominato proprio Rampello alla guida dell’istituzione di viale Alemagna. E una scelta riconfermata anche da Letizia Moratti a testimonianza del buon lavoro cominciato. Ora, dopo una deroga già incassata, la scadenza del mandato fissata improrogabilmente per il 31 dicembre. E il sindaco Giuliano Pisapia che dovrà nominare un nuovo membro nel consiglio di amministrazione della Triennale. Con il board che fra i nove consiglieri dovrà scegliere il nuovo presidente.
Per Rampello, che è stato preferito a Bruno Ermolli, si apre una nuova stagione. Anche se per lui l’Expo non è un’assoluta novità, visto che ha già collaborato alla progettazione del padiglione Italia all’Expo di Shanghai. Tutta una serie di avvenimenti e spettacoli organizzati su un fronte scenico che ricostruiva il meraviglioso teatro Olimpico di Vicenza, il capolavoro di Andrea Palladio. Un passaggio simbolico ispirate al leit motiv del «vivere all’italiana» con una fuga di ambienti creati per ospitare oggetti e realizzazioni universalmente riconoscibili come italiani. Gli esempi? Il Duomo del Brunelleschi, una Ferrari o una tuta Dainese - e altri meno riconducibili al nostro Paese ma che ne rappresentano momenti di eccellenza (prodotti dell’industria aerospaziale, della robotica e della domotica, progetti di mobilità sostenibile e di bio-edilizia). Il tutto, come disse allora Rampello, «senza cadere negli stereotipi». Un grande successo perché in Cina quello italiano fu uno dei padiglioni più visitati. E soprattutto più premiati. Tanto da diventare mostra permanente del made in Italy nel mondo. Ma questa volta la sfida per Rampello sarà, se possibile, ancor più ardua. Perché il tema «Nutrire il pianeta, energia per la vita», ovvero il rapporto tra alimentazione e sviluppo sostenibile e soprattutto la necessità di tenere il passo di realtà virtuale e sviluppo tecnologico, costringerà a disegnare un padiglione completamente diverso rispetto a tutte le edizioni del passato. Una grande sfida per Rampello, docente universitario e regista televisivo dalla fine degli anni ’70, prima in Rai quindi in Fininvest, considerato uno dei maggiori innovatori del linguaggio televisivo a cavallo tra gli anni ’80 e ’90. Dal 1980 al il 1986 è stato direttore artistico di Canale 5 e poi del Carnevale di Venezia. Curatore di mostre alla Biennale di Venezia (Bacon e Longhi) e alle Galleria dell’Accademia (Tintoretto). Poi Gaugain al Palazzo dei Diamanti di Ferrara.