Randy Newman: «Io, cinico canto solo canzoni scomode»

Esce «Harps and Angels» e diventa un editoriale sul New York Times

Cantautore colto, cinico umorista alla Lenny Bruce e autore di importanti colonne sonore. In due parole la quarantennale carriera di Randy Newman, pianista cantante che con ironia e senso melodrammatico mette insieme suoni orchestrali, country, blues, jazz in ballate oniriche e amaramente reali. Autore di gloriosi album come Sail Away e (e di storici brani come You Can Leave Your Hat On che ha segnato il successo di 9 settimane e mezzo), dopo 9 anni di musica da film (da Ragtime a Pleasntville, con 15 nomination all’Oscar e uno vinto) torna alla canzone d’autore con lo splendido album di denuncia Harps and Angels in uscita in questi giorni, e un tour che a novembre lo porterà a Bologna per un esclusivo concerto italiano.
Il suo ultimo album è di nove anni fa. Come mai tanto tempo?
«Non ho niente da dimostrare a nessuno, mi permetto di scrivere solo quando sono davvero ispirato».
Le nuove ballate sono una feroce critica della società americana.
«Una critica costruttiva. Io non sono uno di quelli che parla per nulla; ci sono tante cose che non mi piacciono ma amo l’America e soprattutto la sua gente».
Il brano A Few Words In Defense of Our Country è diventato un editoriale sul New York Times.
«È una canzone scritta col cuore. Tutti criticano il nostro governo, e hanno ragione, ma cerchiamo di non dimenticare che tutti hanno i loro scheletri nell’armadio, non solo Hitler e Stalin, ma anche il re Leopoldo del Belgio fino ad arrivare agli antichi Romani».
Rolling Stone l’ha definita una delle più belle canzoni dell’anno insieme a quelle di Rhianna e di Jay Z.
«È un bel connubio di parole e musica, ma l’album è pieno di grandi canzoni».
I suoi testi sono più cinici o arrabbiati?
«Taglienti, ironici. Mi piace provocare dicendo la verità».
Lei ama spaziare tra country, rock, blues, classica.
«I miei maestri sono i miei tre zii, famosi compositori di colonne sonore. Sono partito con la musica classica per poi avvicinarmi a quella moderna».
Ora ci farà aspettare altri nove anni?
«No, sto già preparando un altro album, e l’anno prossimo uscirà la musica del nuovo film di Disney “La principessa e la rana”. Poi in novembre suonerò a Bologna, da solo con il mio piano. Ora che ho 64 anni ho una voce adatta al blues e voglio sfruttarla».