Rania di Giordania regina onoraria dei milanesi

Questa mattina il sindaco Albertini le conferirà il titolo. Ieri l’arrivo in città

Direttamente dal workshop Ambrosetti di Cernobbio, dove ha sottolineato l'importanza del dialogo tra le grandi religioni, la regina Rania di Giordania è arrivata ieri pomeriggio a Milano, dove ha preso alloggio in un hotel nel cuore del quadrilatero della Moda. Ad attenderla, un nutrito servizio di sicurezza e un gruppo di curiosi attratti dal fascino di Rania Al Abdullah.
Tutto era stato approntato per la massima sicurezza. Agenti armati all'esterno, altri in abiti civili all'interno presidiavano l'hotel, dove durante l'ora di pranzo era stato fatto un accurato sopralluogo assieme agli artificieri. La strada è stata sgomberata dalle macchine un'ora prima dell' arrivo della regina. Alle 17 in punto la carovana della scorta ha fatto capolino in via del Gesù: due moto della polizia e una fila di otto automobili. Dalla terza vettura è scesa la regina di Giordania, che è stata accompagnata subito dentro l'hotel: ha avuto il tempo di dedicare solo un mezzo sorriso ai curiosi assiepati all'altro lato della strada, per poi sparire dietro la porta a vetri del Four Season, dove le sarebbero state riservate cinque camere.
Al suo seguito, tra gli altri, due ragazze con alcune valigie e un uomo che reggeva il mazzo di fiori che ieri mattina l'organizzatore del workshop di Cernobbio, Alfredo Ambrosetti, aveva donato alla regina.
Questa mattina Rania riceverà dal sindaco, Gabriele Albertini, la cittadinanza onoraria di Milano durante una cerimonia a Palazzo Marino. La regina di Giordania incontrerà inoltre i rappresentanti dell'Università di Pavia, per discutere di cooperazione con gli istituti mediorientali e giordani in particolare, e un gruppo di studenti arabi. La cerimonia inizierà a mezzogiorno. La decisione di concedere la cittadinanza onoraria era stata presa all’unanimità dal Consiglio comunale lo scorso maggio, come riconoscimento del coraggioso contributo della regina su molti fronti: il rinnovamento del sistema sociale, amministrativo e culturale giordano, la promozione delle condizioni di pace, sicurezza e proseprità in Medio oriente,la diffusione dei valori della tolleranza, della giustizia e della democrazia nel mondo.