Ranieri ad Allegri: «È meglio vincere» Forlan di nuovo ko

Vinto il derby ora parla Ranieri. Ne dice due ad Allegri che si è lamentato come un bambino all’asilo. Nel senso: così non è valido, loro hanno giocato tutti in difesa. E quell’altro, cioè l’allenatore dell’Inter, lo ha rivoltato a modo suo. «Guardo tante partite e non mi sembra di aver visto squadre che giocano calcio stratosferico: ce ne sarà qualcuno, sicuramente il Pescara di Zeman. Eppoi credo che i nostri tifosi si siano divertiti e se facciamo 20 di queste partite forse riusciremo a vincere qualcosa. E non venitemi a dire che il Milan ha avuto il 67% di possesso palla e noi il 33%. Cos’è? Siamo diventati tutti spagnoli? Dico solo che preferisco tenermi il 33% e vincere le partite». Prendi e incassa, caro Allegri. Salvo che la citazione su Zeman non induca Moratti a ingaggiarlo il prossimo anno. In fondo il boemo è sempre stato un folle desiderio (neppur nascosto) del presidente nerazzurro.
Ma vinto il derby, Ranieri fa pari alla voce infortuni: il Milan si è perso Boateng, l’Inter perde Forlan. Botta dura per il giocatore, devastante per il rendiconto di una società che ha acquistato l’uruguaiano per sostituire Eto’o e lo ha visto soprattutto in infermeria. All’Inter non è il primo caso di cadute e ricadute. Stavolta raccontano che trattasi di stiramento al retto femorale della gamba destra, mentre l’infortunio più grave aveva colpito quella sinistra. Ma è il terzo stop importante: il primo per una botta alla caviglia. Curiosa la gestione della vicenda: Ranieri aveva messo Forlan fra i convocati per la partita di stasera contro il Genoa in coppa Italia. E, in una intervista televisiva, aveva accennato all’idea di farlo giocare. «Insieme a Sneijder si deve inserire nel gruppo che ha perso, sofferto, si è rialzato e lottato. Loro due rientrano dagli infortuni e devono recuperare questa mentalità e giocare con determinazione». Pareva un invito a Sneijder, perché le doti di lottatore di Forlan sono note. Quindi entrambi inclusi nella lista dei convocati (fuori Julio Cesar, Samuel, Pazzini, Coutinho e Stankovic per problemi diversi) salvo far dietro front dopo un paio d’ore. Come se l’infortunio fosse spuntato all’improvviso, anziché essere il residuo di un dolore comparso alla conclusione del derby e sul quale la casa nerazzurra si è esibita nelle consuete pinocchiate, prima di smascherare la magra figura. In caso contrario bisognerebbe chiedere ai medici cosa avevano capito.
Il caso Forlan (uno stiramento tien fermo almeno tre settimane) però potrebbe indurre l’Inter a rivedere il suo mercato: Branca è volato in Brasile a prendere Juan, il difensore che poi potrebbe essere prestato a qualche squadra italiana, ma dovrà valutare la posizione di Lucas (vale 25 milioni in estate) e guardarsi in giro se ci sia qualche attaccante un po’ meno fragile di Forlan. Certamente saranno riviste anche le decisioni su Castaignos (che stasera dovrebbe giocare) e Zarate pronto per essere spedito al Queen’s Park Rangers o comunque in Inghilterra. E in questo caso sono sembrate profetiche le parole di Ranieri, dette appunto qualche ora prima che scoppiasse il caso Forlan. «Noi viviamo alla giornata, ma vogliamo fare bene».
Stasera il tecnico ripartirà da un po’ di turn over e dalla carta d’identità presentata ad Allegri: nel derby ed anche a parole. «Alleno dal 1986. Se ora sono il tecnico di uno dei club più prestigiosi al mondo qualcosa devo aver fatto... Nessuno mi ha aiutato, quindi da qualche parte avrò fatto qualcosa di positivo». Vero, ma all’Inter non dire gatto se non l’hai nel sacco.