Ranieri, il Cagliari e Trezeguet «Per fortuna che ho Giovinco»

da Torino

L’espressione è accigliata. Non lugubre, perché alla fin fine trattasi sempre di calcio e non di questioni di vita o di morte. Però Ranieri non sprizza felicità: il ko di Trezeguet complica i piani suoi e della Juve. «David è il gol in persona. Non averlo, mi crea problemi», è lo slogan che arriva all'ora di pranzo. E poco importa al tecnico romano, nel momento in cui quasi detta il suo pensiero, che Amauri e Iaquinta vorrebbero averli in tanti nell'attuale serie A. Poco gli importa perché «questa moria fisica di giocatori non la volevo. Spero colga l'occasione chi di solito ha meno spazio». Frase di circostanza, ma altro non si poteva dire. E comunque, oltre a Trezeguet, oggi a Cagliari non ci saranno neppure Del Piero (fermo per precauzione, visto il dolore accusato al ginocchio destro), Camoranesi (caviglia destra) e Zanetti (ancora in recupero dai soliti malanni muscolari). E probabilmente finirà in panchina anche Poulsen, che benissimo non sta. «L'anno scorso abbiamo perso troppi punti con le piccole e il Cagliari ci impose il pari in casa nostra: dovremo migliorare, non posso pensare che contro le grandi faremo gli stessi punti della passata stagione». Logico. Anche se il pensiero torna a Trezeguet: «Non ce l’aspettavamo, ma non credo che si sia sbagliato nulla nel gestirlo». Lo dice cercando di essere il più possibile convincente, pur non riuscendoci fino in fondo. Il problema al tendine rotuleo era conosciuto, la preparazione è stata più che mai personalizzata eppure si è arrivati alla decisione di operare senza che la stagione sia entrata nel vivo: «Non sono un dottore - butta lì Ranieri -. Non so se finire sotto i ferri sia la miglior cosa. So solo che perdo il vice-capocannoniere dello scorso campionato, un grandissimo professionista che adesso farà di tutto per tornare a disposizione il prima possibile».
Chiuso. E sotto con il Cagliari. Contro cui giocheranno Amauri («ha un carattere forte: la pressione e le responsabilità, dopo tutta la gavetta che si è fatto, non lo freneranno») e Iaquinta, con Giovinco quasi unica alternativa al reparto offensivo: «Scelte obbligate, a meno che non voglia giocare con una punta sola». Suona come una battuta, ma non si sa mai. Ranieri resta sulla difensiva anche quando viene sfiorato l'argomento Del Piero («qualunque cosa dica, la interpretate come volete») e ritrova un pizzico di spirito solo quando ammette che, anche senza infortuni, i tre «grandi» a Cagliari non avrebbero giocato. Sarebbe stata la domenica del turnover: sarà invece la giornata in cui il gioco delle coppie, soprattutto in prospettiva futura, dovrà dimostrare di funzionare davvero. E il baffo di Marco Predolin, per chi se lo ricorda, non c'entra nulla.