Ranieri il debuttante «Ma non dite che sono sfavoriti»

È il suo primo derby, lui che è romano e romanista doc. Normale che in questa settimana Claudio Ranieri abbia parlato molto. Certo, c’è stato il felice intermezzo dell’Europa League, ma come lui stesso riconosce «i pensieri che mi sono passati per la testa sono stati tanti». Il derby non è una partita come le altre. «Quello romano è imprevedibile e non ha uguali nel resto d’Europa - dice il tecnico giallorosso -. A Londra è tutto un derby, a Madrid con l’Atletico andai a vincere in casa del Real. Nella sfida tutta capitolina non esistono punti di riferimento, si dice che vince chi è sfavorito. Ma io non credo a una Lazio sfavorita anche perché non vedo differenze tra noi e loro. Abbiamo perso lo stesso numero di partite (5, ndr) solo che loro hanno pareggiato più di noi. E ricordiamoci che la Lazio ha la quarta difesa del campionato mentre noi becchiamo regolarmente almeno un gol a partita e questo mi dà fastidio».
Spazio ai ricordi, più che altro giovanili. «Uno su tutti risale a molto tempo fa, quant’ero piccolo. La cosa che ricordo? Le due tifoserie a contatto senza incidenti. Lo sfottò è il sale di Roma. Probabilmente, il momento più caldo sarà all’ingresso delle squadre in campo, con l’inno della Roma in sottofondo. Poi, cominciata la partita, saremo concentrati e svanirà tutto».
Nelle file giallorosse, fra Ranieri, Totti e De Rossi, saranno in campo tre romani. Anzi, romanisti. Nelle file della Lazio c’è Firmani, ma è lontano dalla prima squadra. Sarà un vantaggio? «Non so chi può essere avvantaggiato da questo elemento - risponde Ranieri -. Noi, forse, sentiamo di più la partita, ma quel che conta è la determinazione, restare concentrati su quello che dobbiamo fare. E comunque vada, non sarà la partita della svolta, è troppo presto».
Ranieri non si fida di una Lazio descritta come squadra in crisi. «Per me non è così, troveremo una squadra determinata che giocherà con il coltello tra i denti e che lotterà fino alla fine». Totti in settimana ha ribadito un concetto già espresso nella scorsa stagione: Zarate non è ancora un campione, per ora è un buon giocatore che può fare la differenza. «L’argentino ha il patentino per diventare un grande campione», corregge il tiro il tecnico della Roma. Che ieri sulla destra nella difesa a quattro ha provato Motta, ma pensa di schierare Burdisso proprio per frenare le avanzate di Maurito («nell’Inter ha giocato in tutti i ruoli di retroguardia e persino a centrocampo», la mezza conferma del tecnico. Ranieri fa poi un riferimento speciale a De Rossi, rientrato in campo solo giovedì: stasera potrà finalmente festeggiare le 200 partite in A. «La partita di coppa la paga sicuramente più degli altri, ma per il derby starà bene».
La Lazio non vince dal 30 settembre, motivo in più per preoccuparsi. «Non sono scaramantico - sottolinea l’allenatore testaccino - ma certo per la legge dei grandi numeri prima o poi conquisterà i 3 punti. Speriamo sia poi e non prima». Ranieri confermerà il tridente Menez-Vunici-Totti. «Stanno giocando bene insieme, mi garantiscono di più dal punto di vista tecnico e per me é una cosa importante». Vigilia del derby scaldata a Trigoria dalla presenza di una sessantina di tifosi che hanno provato a trasmettere la carica giusta alla squadra, alzando al massimo il volume dell’autoradio per far arrivare, all’interno del centro, le note della danza Maori, resa famosa dagli All Blacks.