Ranieri: è un extraterrestre. E Ancelotti esulta: "Ronaldinho non serve più"

Il tecnico al brasiliano: «Però hai sbagliato tre gol». Berlusconi: «La formazione? Carlo era d’accordo... Ronaldo? Deve ricompensarci 6 mesi di stipendio»

Immaginifico Claudio Ranieri, allenatore della Juventus. «Ci sono degli extraterrestri tra di noi, ha giocato come un trentenne, con personalità». Protettivo Adriano Galliani: «Lasciatelo crescere, il Milan ha vinto anche senza di lui». Impegnativo Antonio Careca, ex spalla brasiliana del Napoli di Maradona: «Diventerà il miglior calciatore del mondo, Ancelotti lo ha paragonato a me e ne sono orgoglioso. È molto veloce, vede la porta, decide cosa fare in una frazione di secondo». Canzonatorio Carlo Ancelotti: «Avevo detto ai miei: se non fa due gol lo rimprovero. Devo rimproverarlo, ne ha sbagliati tre. Con uno come Pato, Ronaldinho diventa di troppo per il Milan». Elegante il benvenuto di Massimo Moratti, presidente dell’Inter: «Ho sentito com’è andata e mi fa piacere per lui che è un ragazzo giovane e di grandi qualità».

La Patomania però non si scatena solo dalle nostre parti, ma anche sui media brasiliani e non solo. Il maggior quotidiano di San Paolo, la Folha definisce uno show la sua esibizione, O Globo oscura persino il ritorno al gol di Ronaldo, il sito dell’Uefa si spreca in elogi seguito dallo spagnolo As, da l’Equipe, da Channel Four e dal Daily Telegraph. Per fortuna il giovanotto non corre il rischio di “ubriacarsi”, visto che ha la testa sulle spalle, risulta ben disciplinato dalla famiglia che lo tiene sotto l’ala protettiva anche la sera a cena, dopo la notte magica del gran debutto. «Ho detto in un orecchio a Ronaldo: guarda che il vero fenomeno sei sempre tu» la confessione strappata dai giornali brasiliani non è l’unica concessione fatta dal ragazzino il giorno dopo la sua impresa. «Giocare con Ronie e Kakà è un sogno. Ero molto tranquillo, è andata bene, sono proprio contento» le dichiarazioni in italiano al Tg5. Come scrivono in Brasile, di sogno realizzato si tratta: «Immaginate di avere 18 anni, di essere stato pagato a peso d’oro, di debuttare nella squadra più vincente del pianeta, di giocare dinanzi a uno stadio zeppo, che i tifosi gridino il tuo nome e che la tua fidanzata sia in tribuna a vederti e che finisca con un gol bellissimo». Già, è proprio così. Prima di andare a letto, nel cuore della notte, in via Pisani, all’uscita dal ristorante covo delle notti magiche, Pato può anche ascoltare dal vivo l’intervento di Silvio Berlusconi: «Questo è un ragazzo capace di donare emozioni. È dotato di grande freddezza, ha mostrato colpi magici, ha costruito al volo una buona intesa con gli altri». Il presidente ha avuto parole di zucchero per Pato anche in serata, intervenendo in diretta al «Processo di Biscardi»: «È un campione vero, ha una maturità incredibile per un 18enne ed è imprendibile nelle progressioni. Rapidità, inventiva, e tocco di palla: Ronaldo, aveva ragione quando ce ne parlava bene».

Il Cavaliere, poi, vuol passare solo per l’ispiratore del trio delle meraviglie contro il Napoli. «Diciamo che il presidente e l’allenatore erano d’accordo sulla formula» la frase prima del sostegno assicurato a Gilardino, il grande escluso («lui resterà con noi per molti anni e saprà farsi valere»). Le altre chicche del Berlusconi pensiero riguardano il futuro: «Ho chiesto a Maldini di proseguire un altro anno ancora, ha risposto di no. Lascerà con Cafu e Favalli». L’informazione fa rima baciata con i piani di mercato: «Ronaldinho non è mai stato un obiettivo, anche tra i giocatori ci sono perplessità - svela il presidente -. Per noi non è essenziale come i rinforzi in difesa». Rinforzi che hanno i volti di Zambrotta e di due giovani virgulti del vivaio, Darmian in testa.

Per Maldini pronto l’incarico nuovo di zecca: «Sceglierà lui cosa fare: occuparsi del settore giovanile o fare l’accompagnatore della squadra». Risolta anche la successione per il futuro capitano dopo Franco Baresi e Paolo Maldini. «Uscirà tra Ambrosini e Gattuso» il pronostico del presidente. Kakà dovrà attendere. Infine il contratto di sei mesi virtualmente prolungato a Ronaldo. «Gli ho detto che può durare fino a 40 anni, lui vuole ricompensarci dei 6 mesi di stipendio senza giocare, non andrà via sentendosi in debito» la certezza di Berlusconi. Già, Ronaldo oscurato da Pato. «Ronie deve solo giocare bene e in modo continuo» l’esortazione di Galliani, ieri a Milanello per presentare il rinnovo del binomio con Adidas (contratto da 14 milioni all’anno per vendere le maglie anche in Cina). Pato può sonnecchiare adesso. A Udine il Milan gioca con uno solo tra lui e Ronaldo: magari il papero parte dalla panchina.