Ranieri, fallimento completo: è già pronta la vecchia Signora

TorinoIl progetto è andato a farsi benedire. Fuori dalla Champions League a marzo, fuori dai giochi per lo scudetto dopo l'inopinato 3-3 casalingo contro il Chievo e il successivo ko a Genova, fuori dalla Coppa Italia ieri sera: la Juventus è in mezzo a una strada. E adesso Blanc e compagnia dovranno inventarsi qualcosa per tenere unito un gruppo che rischia di sfaldarsi e per concludere la stagione in maniera almeno dignitosa. Il destino dell'allenatore, in compenso, pare segnato: sul 2-0 per la Lazio la curva Scirea ha intonato il coro «Ranieri vattene» seguito poi da «andate a lavorare», «dirigenza vaffa...» e via di questo passo: l'idillio è finito, la pazienza anche.
E l'ormai certo arrivo di Cannavaro («mercenari non ne vogliamo», il coro con cui i tifosi bianconeri hanno accolto la notizia, che fa il paio allo striscione «Cannavaro... 30 denari») è solo l'ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso: per mezzora l'intero stadio non ha fatto altro che insultare tutti gli attuali dirigenti invocando «un solo presidente: Giovanni Agnelli». Scene e cori mai visti in casa Juve, altro che razzismo. E, a fine partita, un gruppo di ultras ha cercato di raggiungere prima la tribuna d'onore e poi gli spogliatoi.
A fine partita, Ranieri ha la faccia nera che più nera non si può: «Non siamo riusciti a fare quello che volevamo, pazienza. La formazione iniziale? Non eravamo in grado di reggere i 90' sempre con i soliti, tutto qui. Le voci sulla mia panchina? Danno fastidio, ma è normale: l'equilibrio di uno spogliatoio è molto fragile, anche a livello inconscio tutto incide. Adesso è giusto accettare le critiche: il popolo è sovrano, sempre. Noi stiamo lottando e facendo il massimo: cerchiamo di finire bene con il secondo posto in campionato, ci restano sei partite e non possiamo mollare. Dimettermi? Non ci penso neanche: io non mollo mai. Stanotte non dormirò, ma sono pronto a ricominciare con ancora più voglia e determinazione». Ci mette la faccia anche il presidente Cobolli Gigli: «I tifosi sono liberi di dire quello che vogliono, sono i nostri sovrani padroni. Sappiamo di avere fallito il nostro obiettivo. Concordo con Ranieri: dobbiamo arrivare secondi e fare bene le sei partite che ci restano. Poi ci proietteremo sul prossimo campionato: arriveranno rinforzi, senza dubbio. E stiamo lavorando con Ranieri per trovarli. Fino a qualche settimana fa è andato tutto bene: poi abbiamo subito qualche stop di troppo. Confermo però quello che ha detto Blanc pochi giorni fa: Ranieri resta anche la prossima stagione».
Sarà. In realtà l'opera restauratrice messa in atto da Blanc e Secco potrebbe anche subire un'accelerazione. Due giorni fa Ranieri aveva ammesso per la prima volta che «l'allenatore, come il marito, è sempre l'ultimo a sapere». Corna della consorte o panchina pronta a saltare, poco cambia. Restavano tuttavia da valutare tempi e modi, perché Lippi sarà libero solo dopo il Mondiale del prossimo anno, mentre Antonio Conte non ha ancora firmato il rinnovo del contratto che il Bari gli ha già offerto: il vecchio capitano sogna un arrivo immediato senza il Grande Vecchio alle spalle, insomma. Il tutto, mentre Blanc ha già dichiarato che «Ranieri resterà con noi almeno fino alla scadenza del suo contratto». Giugno 2010, guarda caso. È chiaro però che non si potrà aspettare così tanto e anche quel piano Juve, che già sapeva tanto di Ancien Régime, rischia adesso di essere sorpassato dallo scorrere degli eventi. Non si potrà navigare a vista: bisognerà quasi certamente scegliere una strada nuova e percorrerla in maniera convinta. Anche se, è chiaro, non tutto sarà buttato a mare. «Siamo nell'occhio del ciclone - ha concluso Cobolli Gigli -. Però noi siamo la Juventus e conosciamo le regole del gioco: lotteremo tutti insieme per uscirne. Con Ranieri ancora in panchina».