Ranieri felice e sincero: «Sì, il rigore per loro c’era»

CataniaA fine gara è davvero soddisfatto Claudio Ranieri e infatti tiene a sottolineare la prestazione volitiva e determinata della sua quadra. «Abbiamo ritrovato la Juve che sappiamo e, dopo due sconfitte consecutive, troviamo finalmente la strada giusta. Nelle precedenti due gare eravamo stati troppo generosi nel voler cercare di vincere a tutti i costi. Ad Udine, ad esempio, siamo stati sconfitti proprio per la nostra troppa smania di centrare i tre punti, mentre in casa col Cagliari siamo stati puniti in contropiede. Ieri, giocando quasi tutta la partita in dieci uomini, abbiamo disputato una buona gara, meritando la vittoria. Avevamo di fronte un avversario difficile, confermatosi ancora una volta un'ottima formazione. E non era facile far punti a Catania. La squadra siciliana non si è mai arresa, ma noi siamo stati bravi a stringere i denti e a credere sino alla fine nella vittoria».
Quindi, un briciolo di sana polemica: «Non siamo brillanti come nei mesi di novembre e dicembre», ha proseguito il tecnico bianconero, «quando eravamo al 110%. Adesso, invece, stiamo giocando al 100%. Non ho mai creduto ad un nostro calo di condizione fisica e credo che la partita di ieri mi abbia dato ragione». Quanto all’analisi della partita: «Il rigore per il Catania c'era, devo ammettere che il tocco col braccio in area di Marchionni c'è stato. Giusta l'espulsione di Iaquinta. Il nostro giocatore ha sbagliato ad esultare in quel modo dopo il gol e deve calmarsi».
Non nasconde la propria amarezza il tecnico del Catania, Walter Zenga. «Abbiamo offerto un'altra grande prestazione e siamo stati ancora una volta penalizzati da episodi. Un pareggio per noi sarebbe stato un risultato importantissimo ma, ancora una volta, usciamo a mani vuote. Buffon ha salvato il risultato con un paio d'interventi decisivi. Il rigore? C'era e credo che tutti lo abbiano visto. Non voglio fare polemica, però, e non vorrei che si parlasse ancora male di me, ma è evidente che alla lunga certi episodi arbitrali li paghiamo. Ma comunque non voglio rischiare un nuovo deferimento. Sono stufo di sborsare soldi. Preferisco spenderli per me o darli in beneficenza». Quindi bacchetta i suoi: «È vero che non stiamo attraversando un buon periodo, da 17 gare subiamo gol. Questa sconfitta brucia perché abbiamo commesso anche tanti errori, sbagliando le cose più semplici. A 5 minuti dalla fine abbiamo concesso troppo alla Juve, regalando angoli su uno dei quali abbiamo subito la rete. Contro un avversario di questo calibro, per noi il pareggio sarebbe stato di vitale importanza. Un punto che avrebbe fatto classifica e morale. Nelle ultime tre gare interne abbiamo prodotto tanto ma raccolto solo sconfitte. È ora di rimboccarci le maniche. Voglio giocare male, magari esser fischiato, ma alla fine vincere di misura».