Ranieri gioca il derby in maschera Alla fine il Toro non si diverte

nostro inviato a Torino

Il Toro ha giocato, la Juve dormito. Eppur è bastato il risveglio di qualcuno dei suoi gattoni per restituire senso alla sua partita e logica alla distanza in classifica. Juve di secondo livello, in ogni senso. Derby chiuso da un difensore. Basta per dire tutto. Se il Torino sapesse tirare in porta e la Juve sapesse innescare le sue punte, forse sarebbe stata partita da cuore in gola e sangue caliente. Così sono state bollicine, anche un po’ svaporate. Ma un derby ha dentro di sé tanti modi per divertire. Stavolta ci ha pensato Sereni a miracol mostrare e la Juve a rodersi il fegato. Fino a dieci minuti dalla fine. Poi la solita storia: Torino scornato, Juve omicidi. Meglio non pensare al Chelsea. Non lo freghi così. Anzi rischi la figuraccia. Martedì dovrà essere altra aria.
Stavolta era aria dolce nello stadio, tifo Toro senza gran fuochi d’artificio: tanto cuore e poca fantasia. Non era aria, bastava guardare la formazione Juve per capire che non era questa la partita del gran pavese calcistico. Un occhio agli uomini bianconeri in panchina per capire chi giocherà contro il Chelsea: Del Piero e Trezeguet, Nedved e Tiago, Marchionni in tribuna e in campo due reduci che, in altro caso, sarebbero stati un azzardo. Vedi Zebina e Salihamidzic e pensi: questo è un regalo al Toro. Non proprio, ma quasi. E forse non è un caso che il Torino abbia giocato un primo tempo con calcio più fluido, comprensibile, ad inseguire un risultato ed una logica. Corini e Rosina, Abate e Barone hanno messo insieme proposte e conclusioni.
La Juve si è giocata subito un jolly con Iaquinta che, per un tempo, è stato l’unico terminale offensivo. Sinistro e Sereni lo ha demoralizzato. Più tardi anche peggio: Sereni s’è fatto diavolo, quando Iaquinta già stava per urlare al gol. Che dire? Occhio alle distrazioni difensive. Per tutti. Ma una volta a me ed una a te. Infatti il Toro ci ha provato: colpi di testa e occasione buttata (Stellone). Colpi di testa (Barone così libero da non sembra vero) e Buffon ad acciuffare le pallate. Un tempo di Juve un po’ deludente: tutto qui? Mourinho direbbe: secondo linee, cosa credete? Ranieri ha creduto ma forse ha sbagliato. Giovinco bellino all’inizio, poi sempre più nascosto. Gli altri un po’ pallidi. Amauri è comparso solo all’inizio della ripresa. Un po’tardi. Juve troppo composta. Toro non proprio tremendista, ma con quel certo piglio. Divertente vedere Novellino infuriarsi per qualche stupidata calcistica di Rosina che, ai suoi tempi, faceva pure lui. E che solo la pazienza di Liedholm sapeva sopportare. Peggio perdere il pelatone nel secondo tempo. Non sarà un caso se da quel momento il Toro ha smesso di tirare in porta, dovendosi affidare una volta di più ai riflessi di Giaguaro Sereni. La Juve sonnacchiosa e sbuffante non ha mai cambiato faccia alla sua partita. Certo non potrà essere questa la squadra, e nemmeno l’animo, con cui affrontare il Chelsea. Ieri, più che mai, sono mancati gli inviti alle punte, la capacità di creare e destabilizzare il gioco altrui. E seppur il palo colpito da Salihamidzic e il gol di testa di Chiellini siano state le chicche finali (punizione di Nedved e tutto prende faccia diversa), la Juve dovrà richiamare all’opera tutta la qualità di cui dispone. Nedved dentro ed è stata una Juve più sostanziosa. Ancora in gioco per lo scudetto. Ma forse dirlo è un gioco, conquistarlo un’utopia.