Ranieri: «I fischi? Ci sproneranno»

TorinoL'ultima volta che la Juventus ha messo il naso in casa sua ne è uscita con le ossa rotte: dalla Lazio, che l'ha estromessa dalla coppa Italia, e dal pubblico, che l'ha contestata con una violenza mai vista da queste parti. Tutti sotto accusa: dalla proprietà alla dirigenza, dall'allenatore ai giocatori. Oggi, contro il disperato Lecce, Del Piero e compagni provano a ripartire avendo nel frattempo pareggiato a Reggio Calabria, assistito alla sfuriata di John Elkann («meno parole, più vittorie») e ascoltato Lippi che si chiama fuori da qualunque ipotesi di ritorno in bianconero. Infine, è stata anche sospesa la decisione di giocare a porte chiuse per i cori razzisti nei confronti di Balotelli. Battutaccia che gira a Torino: sarebbe stato meglio se i tifosi non avessero avuto la possibilità di entrare, per evitare l'ennesima contestazione.
Ranieri non è di quest'avviso: «La cosa peggiore è giocare in uno stadio vuoto. Se ci contesteranno, la squadra avrà la giusta reazione. Io credo comunque che i nostri sostenitori vogliano vederci giocare, lottare e vincere. E se non vedono certe cose, è giusto che protestino. Il gruppo però si allena al massimo e pensa positivo: come me. Ad aprile non abbiamo fatto nulla di buono: spero che si rivedano quelle qualità che ci avevano portato in alto. Il momento negativo è iniziato dopo l'uscita dalla Champions e non mi ha stupito: abbiamo perso quelle scariche di adrenalina che fino ad allora ci avevano aiutato. Se fossimo andati avanti in Champions, avremmo continuato a giocare come prima».
Tuttavia, con i se e i ma non si va da nessuna parte e Ranieri lo sa benissimo: «Quello che ha detto Elkann è giusto, lo sottoscrivo e lo avevo detto io per primo. Siamo sotto esame, è chiaro: anche se io so di avere un contratto con la Juve fino al 2010». Impossibile sapere al momento se sarà onorato, pur se pare difficile. Intanto arriva Cannavaro, atteso tra oggi e domani a Torino per le visite mediche. E comunque, dopo tre pareggi e due sconfitte, urge una vittoria. Centrocampo obbligato con Zanetti e Poulsen: gli infortuni sono nel frattempo saliti a 68 (Molinaro ko per una lieve colica renale) e il muro dei 70 si appresta a essere valicato. Senza gioia, è chiaro.