Ranieri non si ferma più Vucinic gli regala il 2° posto

SFORTUNA La squadra di Prandelli sfiora più volte il gol, ma non fa risultato. Totti esce dopo il primo tempo

Quando la sfida con vista sull’Europa che conta (e forse per un posto sulla panchina azzurra per il dopo Lippi) sta per finire senza vincitori nè vinti, spunta lo stellone della Roma. Mirko Vucinic non segnava da due mesi, poi giovedì con l’Udinese ha interrotto la sua astinenza. E ieri dopo aver fallito pochi minuti prima un’occasionissima, ha messo la firma su un successo che ha diversi significati. Nella serata in cui Totti continua a rinviare l’appuntamento con il gol personale al Franchi, anzi abbandona la contesa dopo 45 minuti (per scelta tecnica di Ranieri, riferirà lo stesso capitano giallorosso), il protagonista diventa il montenegrino. Che veste il numero nove e va in gol nel momento in cui Ranieri lo ricolloca nel ruolo di punta. Ieri il suo gol ha consegnato un successo che ai giallorossi mancava al Franchi dal gennaio 2005, il 19° risultato utile consecutivo al tecnico testaccino (record per l’allenatore, stesso score sulla panchina della Fiorentina 14 stagioni fa), l’ottava vittoria di seguito alla Roma che da ieri è sola al secondo posto, ma soprattutto la convinzione al gruppo che un posto Champions è più che un sogno.
Ranieri batte Prandelli, ma forse le gerarchie nella testa del presidente federale Abete per il dopo Lippi restano inalterate (il viola in vantaggio). La squadra gigliata ha il rammarico di aver perso una partita dominata per lunghi tratti: aveva segnato un gol (giustamente annullato), ha trovato sulla sua strada un Julio Sergio insuperabile - nelle ultime 13 partite, non ha subìto gol nove volte e paga la serata negativa di Gilardino (a secco da 660’, oltre sette partite) e Jovetic, che non ripete i fasti della Champions con il Liverpool.
La sfida del Franchi ha due assenti illustri: in casa viola Adrian Mutu, nell’estate 2008 a un passo dal vestire il giallorosso e ora sospeso per la «leggerezza» commessa a inizio anno con l’assunzione di uno stimolante vietato; in casa romanista Luca Toni, che non è mai riuscito a giocare da ex contro la Fiorentina nemmeno ai tempi del Bayern e sempre per colpa di un infortunio.
Prandelli rinuncia alla tentazione tridente e si affida al modulo classico, con il nuovo arrivato Bolatti recuperato in extremis e titolare al fianco di Montolivo nella cerniera di centrocampo per la seconda volta consecutiva dopo la sfida di Coppa Italia con l’Inter. Ranieri risolve il ballottaggio per la fascia destra di difesa preferendo Motta a Cassetti, in porta torna Julio Sergio, la prima scelta del tecnico testaccino. Passerella in campo sulle note del «Gladiatore» per il danese Martin Jorgensen, che dopo sei anni lascia Firenze per tornare in patria e vestire la maglia dell’Aarhus, dove ha iniziato la carriera e dove spera di conquistare un posto per il Mondiale del Sudafrica (sarebbe il terzo, un record nella nazionale scandinava).
Tanta Fiorentina nel primo tempo: la squadra di Prandelli gestisce bene le fasce e offre una manovra più veloce, grazie al lavoro di Montolivo. Varie le conclusioni verso la porta della Roma, che resta inviolata grazie alla bravura di Julio Sergio. In realtà, i viola trovano il gol con Vargas al 19’, ma è bravo il guardalinee Lanciano ad invalidarlo per un fuorigioco millmetrico: è il tocco di Bolatti nel rimpallo seguito al cross di Marchionni a vanificare l’azione del peruviano. De Silvestri, laziale doc «fuggito» da Lotito non senza polemiche, sognava un gol ai giallorossi ma si emoziona all’idea quando si trova a due passi dalla porta. E la Roma? Fa da spettatrice o quasi.
Nella ripresa Totti resta negli spogliatoi, entra Julio Baptista ma risolve Vucinic nonostante il forcing dei viola, meno convincente però di quello dei primi 45 minuti. E anche per l’ordine pubblico fila tutto dritto: qualche scontro tentato dai tifosi viola con lancio di sassi verso i «colleghi» romanisti e qualche fermo. Ma tutto fila liscio.