Ranieri: "Del Piero mi dà tranquillità"

Stasera contro il Cagliari rientra il capitano. Ranieri: "Torneremo
stupefacenti. Non siamo stanchi e stare addosso all’Inter non è facile"

Domenico Latagliata

«Chi pensava che sarebbe stato facile raggiungere l'Inter, non ha capito un bel niente». Più chiaro di così, Claudio Ranieri non avrebbe potuto essere. La sua Juve stasera vuole ripartire nella caccia ai nerazzurri, battendo il Cagliari e archiviando definitivamente la brutta prova infrasettimanale di Udine: nessun muso, però. E, pare, nessuna eredità negativa da portarsi dietro, dopo una battuta d'arresto che ha raffreddato un po' gli entusiasmi. «Sapevamo che non sarebbe stato facile reggere il passo dell'Inter, però vogliamo provarci. Se poi qualcuno si era illuso che sarebbe stato un gioco da ragazzi, ha sbagliato di grosso». Nessuna frustrazione, insomma, di fronte a un nuovo tentativo di fuga da parte di Ibra & C.: ma nemmeno uno sconsiderato entusiasmo quando le distanze dovessero nuovamente accorciarsi. Meglio un sano realismo, ecco tutto. «Una cosa è certa: non siamo stanchi. Se così fosse, non avremmo schiacciato l'Udinese nella sua metà campo per tutto il secondo tempo. Semplicemente, nel corso di un campionato ci sono momenti favorevoli e altri meno: abbiamo fatto fatica all'inizio, siamo stati stupefacenti dopo e adesso abbiamo accusato una battuta a vuoto. Dobbiamo ripartire, tutto qui».

Per farlo, Ranieri avrà nuovamente a disposizione capitan Del Piero: in realtà non c'erano dubbi e, semmai, ci sarebbe da chiedersi se non valesse la pena farlo riposare stasera piuttosto che su un campo ostico come quello friulano. «Abbiamo fatto bene anche senza di lui - è il parere di Ranieri -, la realtà è che a Udine non siamo stati compatti». Per la cronaca, Del Piero ha fin qui giocato da titolare sedici partite, in una è subentrato e in quattro occasioni è rimasto sul divano di casa, curiosamente sempre quando la Juve era impegnata in trasferta: a Cagliari, Bologna, Lecce e infine Udine. Bilancio: tre vittorie e una sconfitta. «Averlo in campo, comunque, mi dà più tranquillità», è la chiosa del tecnico romano. Di sicuro, per continuare la rincorsa all'Inter servirà il miglior numero dieci possibile, capace magari anche di segnare più del solo gol su azione realizzato finora in campionato: vero che ne sono arrivati altri sei su calcio da fermo, vero anche che i margini di miglioramento sono ampi. Per tutto il reparto, ovvio: stasera, in ogni caso, Del Piero dovrebbe fare coppia con il solito Amauri. Trezeguet, pur avendo bruciato le tappe, non è ritenuto ancora pronto per giocare dal primo minuto al pari di Iaquinta, appena uscito dalla solita serie infinita di contrattempi.

A proposito del ragazzo di Calabria, non si placano le voci che lo vorrebbero in partenza per lo Zenit San Pietroburgo dietro (lauto) pagamento di una dozzina di milioni: lui nicchia, Ranieri, che si sarebbe opposto con decisione al trasferimento, spiega che «se Blanc mi chiederà un parere, gli risponderò. Fino adesso non è successo, quindi non mi pongo il problema. Un nuovo arrivo nel caso di una partenza? Non lo so, non faccio il ragioniere».Nell’eventualità, al posto di Iaquinta si sussurra di un interessamento bianconero per Floccari, ma è difficile che si arrivi al dunque prima di lunedì sera.

Nel frattempo, sotto con il Cagliari. Che in campionato non vince a Torino dal 1968, quando a segnare furono due che si chiamavano Riva e Boninsegna. Stasera ci proveranno Jeda e Acquafresca: non è proprio la stessa cosa, però i sardi volano e hanno recentemente sbancato l'Olimpico di Roma «avvisandoci». Meglio stare attenti. E sperare che anche Amauri - di gran lunga il più utilizzato finora: 1757 minuti in 21 presenze - ritrovi la via del gol: nel 2009 è ancora a secco e, oltre ai gol che non arrivano, è apparso più volte in riserva: «Quando un attaccante non fa gol, si dice sempre che è stanco. - reagisce Ranieri -. Amauri ci sta dando lo stesso apporto di sempre: solo che prima segnava appena toccava il pallone, adesso le sue conclusioni finiscono a lato di poco». Anche per questo, Trezeguet scalpita.