Ranieri si aggrappa alla Ferrari «Quando va male, non cambia»

da Torino

L'aria non è pesante, dice Ranieri. Che sostiene di non leggere i giornali e di vivere nel suo mondo fatto di certezze e lavoro. Però qualche telefonata da parte di amici preoccupati l'ha ricevuta, l'allenatore della Juventus: squadra che arriva da due pareggi consecutivi in campionato e uno in Champions League. Squadra che ha segnato poco in assoluto (4 gol in 5 partite di campionato) e a Minsk ha rischiato di essere travolta entrando nel mirino di tifosi e di parte della critica. Qualcuno, nel caso non arrivasse una vittoria oggi contro il Palermo, ha anche ipotizzato un cambio in corsa, altri danno già per certa una nuova guida a fine stagione: «Sappiamo come funziona il giochino in Italia - ha detto ieri il tecnico -. L'allenatore finisce subito sulla graticola, è successo recentemente anche a Spalletti, Ancelotti e Prandelli: ci facciamo una risata e andiamo avanti. Finora abbiamo raccolto meno di quanto prodotto: cambierà il vento. Ma non è che, in Ferrari, Montezemolo cambi tutto e tutti appena non si vince un Gran Premio: si lavora sempre per migliorare, sia che si vinca o che si perda, tutto qui».
Impermeabile. Convinto di «non avere avvertito malumori da nessuna parte, né nella squadra né tanto meno nella dirigenza. Pensiamo al Palermo, è meglio». Per affrontare il quale si è perso per strada un altro pezzo. In attacco, tanto per cambiare: Iaquinta, ragazzone fragile come la classica scialuppa in mezzo al mare, non ha infatti recuperato da un problema muscolare accusato mentre segnava il pari contro il Bate Borisov e dovrà dire «no, grazie» anche alla nazionale. Del Piero ringrazia, visto che era il primo candidato alla panchina: finirà in campo per mancanza di alternative, a meno che Ranieri non si inventi Giovinco seconda punta. Siccome però anche il talentino ha saltato l'allenamento di ieri a causa di una leggera forma di congiuntivite, il capitano pare avere il posto assicurato al fianco di Amauri, il Grande ex che ha già promesso ai suoi vecchi tifosi siciliani di non esultare in caso di gol. Per Giovinco, salvatore della patria in Champions assieme a Iaquinta, il posto potrebbe saltare fuori anche al posto di Nedved: tuttavia le sue condizioni non perfette potrebbero fargli preferire ancora una volta l'ex Pallone d'Oro. «Non ho più problemi di abbondanza in attacco, adesso sarete contenti», è la semi battuta di Ranieri che denota comunque un po' di fastidio per i tanti contrattempi avuti finora. «Qualcuno giocherà di più e sarà contento, anche se magari il rendimento della squadra ne risentirà. Se non oggi, forse in futuro». Potrebbe anche essere un riferimento a Del Piero, ma Ranieri lì si ferma e, a proposito del capitano, lo definisce «navigato. Non credo patisca più di tanto l'assenza del gol. Sa come reagire a certi momenti».
Sarà la partita dei tanti ex: oltre ad Amauri, anche Balzaretti, Miccoli e Lanzafame. Più Cavani, che la Juve ha seguito per mesi salvo poi tirarsi indietro di fronte alla eccessive richieste del Danubio. Lo scorso anno finì 5-0 per i bianconeri: il giorno dopo Colantuono venne cacciato dal solito Zamparini. Oggi rischia di più Ranieri: il cui contratto scadrà a giugno 2010, ma che potrebbe essersi bruciato parte della stima in questo inizio stagione. La Juve non è in ogni caso società che cambia facilmente in corsa: più facile prevedere una stagione vissuta per tanti sotto la lente di ingrandimento. In vista di futuri sviluppi, che potrebbero riguardare la guida tecnica ma non solo: all'intero consiglio di amministrazione, compreso il direttore sportivo Alessio Secco, scadrà il mandato nel prossimo giugno.